後で・後に・後は Facciamo chiarezza

後 e il concetto di “dopo”

Uno degli errori più comuni nello studio del giapponese è pensare che parole apparentemente equivalenti in italiano – come “dopo” – corrispondano a una sola forma giapponese intercambiabile.
In realtà, il giapponese distingue con grande precisione il tipo di “dopo”, il punto di vista del parlante e il registro linguistico. In questo articolo analizziamo tre espressioni fondamentali:

Tutte ruotano attorno all’idea di posteriorità temporale, ma non sono equivalenti, né per sfumatura né per contesto d’uso.
Capirne la differenza significa fare un passo importante verso un giapponese naturale, credibile, sia nel parlato sia nello scritto.

Le tre espressioni – tutte scritte con il kanji 後 (che significa “dopo” o “dietro” in contesti diversi) – hanno significati simili di posteriorità nel tempo, ma si usano in contesti e registri linguistici differenti. Di seguito le analizzeremo con particolare attenzione all’uso nel parlato quotidiano e nella scrittura formale. Evidenzieremo anche quale forma è più comune in contesti letterari.


後で (ato de) – “dopo, in seguito (later)”

Significato e uso: 後で significa “dopo” o “più tardi”, indicando che un’azione avverrà successivamente al completamento di un’altra. Si costruisce in genere con la forma passata del verbo o con nome + の, ad esempio: “~した後で” (dopo aver fatto ~) oppure “~の後で” (dopo ~). Equivale a espressioni come “in seguito” o “più tardi” e corrisponde all’inglese “later”. Registro: 後で è di uso comune nel parlato quotidiano, informale o neutro. Si usa spesso nelle conversazioni di tutti i giorni per indicare un’azione rimandata (“dopo/poi lo faccio”). Nella lingua formale scritta, invece, 後で è meno frequente; in documenti formali o contesti letterari si preferiscono alternative più formali (come 後に o espressioni tipo その後). In contesti di linguaggio onorifico o business, 「後で」 può risultare troppo colloquiale quindi si evita in favore di termini più formali. Esempi:

Adesso sto scrivendo il rapporto. Ti chiamerò dopo.


後に (ato ni) – “dopo, in seguito (afterwards)”

Significato e uso: 後に significa anch’esso “dopo” (qualcosa che è avvenuto) e indica una successione temporale in ordine cronologico. Si costruisce di solito come verbo in forma passata + 後に o nome + の後に. L’uso di に enfatizza l’ordine temporale oggettivo degli eventi: B avviene dopo che A è accaduto. Ad esempio, 「Aが終わった後にBが起こった」 implica semplicemente che B è accaduto successivamente ad A. Spesso 後に può suggerire immediatezza (specialmente con avverbi come すぐ, “subito dopo”) oppure viene usato per narrare eventi in successione nel passato. Il significato è paragonabile a “in seguito a” o “successivamente” in italiano. Registro: 後に ha un tono più formale e viene usato frequentemente nella lingua scritta formale o narrativa. È tipico di documenti, saggi, notizie e contesti letterari, dove conferisce un registro elevato paragonabile a “in seguito”. In testi letterari o storici, 後に può leggersi のちに, un’allocuzione dal tono ancora più formale/letterario (ad esempio: 「彼は後に有名な作家となった」, “In seguito egli divenne un celebre scrittore”). Questa forma è rara nel parlato quotidiano, dove suonerebbe ricercata o troppo formale; nella conversazione di tutti i giorni, i giapponesi preferiscono 後で o costruzioni come ~てから per esprimere “dopo”. Esempi:

Shiken ga owatta ato ni, kekka ga happyō saremashita. – (Dopo la fine dell’esame, sono stati annunciati i risultati.)

Kanojo wa daigaku sotsugyō go ni kekkon shimashita. – (In seguito alla laurea, lei si è sposata.) ※ In questo esempio, 後 è letto ご (go) poiché unito a “laurea” forma il composto 卒業後 (“dopo la laurea”)


後は (ato wa) – “dopo di ciò / il resto (as for the rest)”

Significato e uso: L’espressione 後は può assumere due funzioni principali: temporale oppure di “restante/altro”.

  1. Come marcatura temporale/topic: 後は può seguire un sintagma nominale indicando “dopo (quel momento) …” ponendo enfasi su ciò che accade in quella fase successiva. In questo caso は è la particella che marca il tema: si presenta “X の後は Y” per dire “dopo X, (quanto a quel periodo) Y…”. Spesso è usato per descrivere routine o conseguenze abituali dopo un certo evento. Esempio: 「仕事の後はビールを飲む」 – “dopo il lavoro, (quanto a quel momento) bevo una birra”. Qui 後は segnala che “il dopo-lavoro” è il contesto in cui avviene l’azione di bere birra.

  2. Per indicare “il resto / ciò che rimane”: 後は viene usato come frase congiuntiva o aggettivale col senso di “il resto è…”, “non rimane che…” oppure “oltre a questo…”. Ad esempio 「あとは何が必要ですか?」 – “(E) poi cos’altro serve?”, dove あとは equivale a “e inoltre/il resto”. Similmente, 「宿題は終わった。後は寝るだけだ。」 – “Ho finito i compiti. Non resta che dormire.” In queste frasi 後は introduce ciò che manca o rimane da fare (o un’aggiunta a quanto già detto). Questa funzione è molto comune nel parlato colloquiale come connettivo aggiuntivo (“e poi…”). Va sottolineato che 「あと」 usato come congiunzione (all’inizio di frase per aggiungere un elemento) è un uso principalmente orale e informale, tipico di conversazioni e scrittura informale (chat, SNS). Nei contesti formali scritti (business, testi accademici) tale uso è considerato poco adatto; si preferiscono espressioni come 「また、…」 (inoltre) o 「さらに」 (per di più).
 Registro: 後は nella funzione di “il resto/quanto a dopo” può comparire sia in contesti informali che neutrali, ed è accettabile anche in un linguaggio educato. Ad esempio 「後は私にお任せください」 – “Quanto al resto, lasciate fare a me per favore” – è una frase cortese utilizzabile in situazioni formali (qui 後は indica “il resto”). Invece, quando 後は/あと è impiegato come congiunzione aggiuntiva (“inoltre, poi” all’inizio di una frase), mantiene un tono colloquiale e va evitato nello scritto formale. In ambito letterario/narrativo, 後は compare di solito nei dialoghi o quando il registro del narratore è informale; non è una parola specificamente letteraria di per sé, dato che il suo uso dipende dal grado di formalità del testo. Tuttavia, la costruzione “Xの後は…” può trovarsi in narrativa per descrivere ciò che accade dopo un certo evento in modo descrittivo. Esempi:

Shigoto no ato wa yukkuri yasumitai. Dopo il lavoro, desidero rilassarmi con calma.

Nizukuri wa owatta. Ato wa shuppatsu suru dake da. (Ho finito di preparare i bagagli. Non resta che partire.

Mō hitsuyō na junbi wa shimashita. Ato wa kekka o matsu dake desu. (Ho già fatto i preparativi necessari. Ora non resta che attendere i risultati.


Nota finale: in giapponese esistono anche espressioni correlate con 後 da tenere a mente. Ad esempio その後 (sono ato, “dopodiché/quindi in seguito”) è spesso usato per narrare eventi in sequenza, e 後に può apparire anche in forme composte come ~年後に (~nen go ni, “dopo ~ anni”) o con la lettura formale のちに. Tuttavia, 後で, 後に e 後は rimangono forme distinte per sfumatura e contesto d’uso, come spiegato sopra. Ricapitolando, 後で è la scelta più comune nel parlato per dire “dopo/later”, 後に è preferito nello scritto formale e narrativo per “in seguito”, mentre 後は viene usato per indicare “poi/il resto” con registro variabile a seconda della costruzione