~ものがある (mono ga aru): significato, grammatica e uso Come ~ものがある esprime una qualità, un’impressione o un giudizio: ruolo di もの, formazione, registro e differenze con strutture simili
Categoria: Giapponese di nicchia
Che cosa significa ~ものがある in giapponese, come si usa e quale sfumatura esprime? Perché una frase come 彼の話には人を引きつけるものがある non equivale semplicemente a dire che “il suo modo di parlare è coinvolgente”?
La costruzione ~ものがある (mono ga aru) serve a esprimere una qualità, un’impressione, una forza o una caratteristica che il parlante riconosce come presente in una persona, una situazione, un comportamento o un fenomeno.
Più che attribuire direttamente una proprietà attraverso un semplice aggettivo o verbo, ~ものがある presenta quella proprietà come qualcosa che si può avvertire, riconoscere o cogliere nel referente.
彼の話には人を引きつけるものがある。
Nel suo modo di parlare c’è qualcosa che attira le persone.
La traduzione italiana “c’è qualcosa che…” rende particolarmente bene il funzionamento della costruzione. Il parlante non si limita infatti ad affermare che 彼の話は人を引きつける, “il suo modo di parlare attira le persone”: individua piuttosto qualcosa presente nel suo modo di parlare, una qualità o una forza che produce quell’effetto.
Ed è proprio qui che entra in gioco もの.
Nel suo significato originario, もの indica una “cosa”, qualcosa concepibile come un’entità. Nei suoi numerosi usi grammaticali questo significato concreto si attenua, ma non scompare necessariamente senza lasciare traccia.
Anche quando non indica più un oggetto materiale, もの conserva spesso la capacità di dare consistenza a ciò che lo precede, trattandolo concettualmente come qualcosa che può essere riconosciuto, osservato o percepito.
È una caratteristica importante anche per comprendere la differenza più generale tra もの e altri nomi formali del giapponese, in particolare こと. Mentre こと tende facilmente a rappresentare fatti, eventi, esperienze o contenuti in quanto concetti astratti, もの mantiene un legame più forte con l’idea di qualcosa che viene colto come una realtà dotata, almeno concettualmente, di una propria consistenza.
In ~ものがある questa proprietà di もの diventa particolarmente trasparente. Una caratteristica che potrebbe essere formulata direttamente viene trasformata in “qualcosa” che il parlante riconosce come presente:
その男の証言には、どこか不自然なものがある。
C’è qualcosa di innaturale nella testimonianza di quell’uomo.
Non si dice semplicemente che la testimonianza è 不自然, ossia “innaturale”.
La costruzione isola piuttosto una qualità percepita al suo interno: il parlante avverte che vi è qualcosa di innaturale, anche senza identificare necessariamente un singolo elemento preciso che produca quell’impressione.
Lo stesso meccanismo può riguardare non soltanto caratteristiche statiche, ma anche effetti, reazioni ed emozioni:
彼のスピーチには、人を感動させるものがある。
Nel suo discorso c’è qualcosa che commuove le persone.
母校がなくなるのは、寂しいものがある。
Sapere che la scuola che frequentavo non esisterà più lascia un certo senso di tristezza.
Per questo ~ものがある viene spesso spiegato attraverso formule come “si ha la sensazione che…”, “si avverte…” o “c’è qualcosa di…”. Ma nessuna di queste traduzioni, presa isolatamente, ne esaurisce il significato.
La costruzione non indica necessariamente una sensazione vaga o debole: ciò che viene percepito può essere appena definibile oppure estremamente evidente e intenso. Espressioni come 目を見張るものがある, letteralmente “c’è qualcosa che fa spalancare gli occhi”, possono anzi comunicare una valutazione molto forte.
La particolarità di ~ものがある non risiede quindi semplicemente nell’intensità della valutazione, ma nel modo in cui quella valutazione viene presentata. Invece di formulare direttamente “X è così”, il parlante rappresenta una certa proprietà, impressione o forza come qualcosa che esiste in X e che può essere colto attraverso l’esperienza, l’osservazione o la propria reazione nei suoi confronti.
È da questo incontro tra il valore di もの e il significato esistenziale di ある che nasce la sfumatura caratteristica della costruzione: non una semplice descrizione, ma il riconoscimento della presenza di “qualcosa” — evidente oppure difficile da definire con precisione — che conferisce a una persona, a un comportamento, a una situazione o a un fenomeno una determinata qualità.
In questo articolo vedremo nel dettaglio come funziona ~ものがある, quale ruolo svolge もの nella costruzione e perché ある contribuisce a presentare una qualità come qualcosa di presente e percepibile.
Analizzeremo la sua struttura grammaticale, le forme che possono precedere ものがある, le principali sfumature semantiche e i contesti nei quali viene usata, soffermandoci anche sulla differenza rispetto a un’affermazione diretta con un verbo o un aggettivo e sul rapporto di questa costruzione con gli altri usi di もの nella grammatica giapponese.
~ものがある: significato, funzione e sfumatura
Per capire con precisione che cosa esprime ~ものがある, conviene non considerarlo subito come un blocco grammaticale indivisibile. La costruzione conserva infatti una struttura ancora abbastanza trasparente:
[verbo / aggettivo + もの] + が + ある
Ciò che precede もの lo modifica e ne specifica la natura; la particella が introduce もの come ciò di cui viene affermata l’esistenza, mentre ある mantiene sullo sfondo il proprio significato fondamentale di “esserci”, “essere presente”.
Da questo punto di vista, prima ancora di assumere il valore grammaticale che ci interessa, Xものがある può essere letto concettualmente come “esiste/c’è qualcosa che è X” o “c’è qualcosa che presenta la caratteristica X”.
Questo dato è importante perché permette di spiegare il significato della costruzione senza ricorrere a una traduzione convenzionale da memorizzare.
Uno studio specificamente dedicato a 「ものがある」 osserva infatti che もの, pur funzionando qui in maniera fortemente grammaticalizzata, conserva una parte della concretezza semantica associata a 物 e 者; quando la costruzione entra in rapporto con espressioni emotive o valutative, dal semplice valore di esistenza può derivare quello di 「特別な何かがある」, cioè “c’è qualcosa di particolare”.
È precisamente questo passaggio a spiegare frasi come:
彼の演奏には、人を引きつけるものがある。
Nella sua esecuzione c’è qualcosa che attira le persone.
La frase non presenta 人を引きつける, “attirare le persone”, semplicemente come un predicato attribuito all’esecuzione. Quella capacità viene invece racchiusa in もの e trattata come qualcosa che è presente nell’esecuzione stessa. Il parlante osserva ciò che ascolta, ne ricava una certa impressione e la formula come una proprietà la cui presenza può essere riconosciuta.
Il ruolo di もの è quindi decisivo.
In giapponese もの non coincide semplicemente con l’italiano “cosa”.
La Japan Foundation sottolinea una distinzione semantica importante tra もの e こと: mentre こと tende verso la rappresentazione astratta di fatti, eventi, esperienze, pensieri o giudizi, もの conserva maggiormente il rapporto con ciò che viene concepito come qualcosa di concreto o comunque percepibile.
Tale caratteristica viene ricondotta proprio all’origine di もの come 物 o 者, cioè qualcosa che può essere concepito come un’entità.
Naturalmente, in ~ものがある non deve esserci alcun “oggetto” materiale. La concretezza di もの opera ormai a un livello concettuale: permette di oggettivare una caratteristica, un’impressione o un effetto, trasformandoli in qualcosa di cui si può affermare la presenza.
Possiamo rappresentare il processo in questo modo:
una proprietà o un effetto → qualcosa che possiede quella proprietà → presenza di quel “qualcosa”
Per esempio:
その説明には納得できないものがある。
In quella spiegazione c’è qualcosa che non riesco ad accettare.
Il parlante potrebbe formulare il proprio giudizio più direttamente:
その説明には納得できない。
Non riesco ad accettare quella spiegazione.
Ma l’organizzazione dell’informazione è diversa. Nella seconda frase il centro dell’enunciato è direttamente la reazione del parlante: “non riesco ad accettarla”.
Con 納得できないものがある, invece, questa reazione viene trasformata in qualcosa che la spiegazione possiede, contiene o suscita. È come se il giudizio personale venisse proiettato sul referente e riconosciuto al suo interno.
Qui emerge una delle caratteristiche più interessanti di ~ものがある: la costruzione è spesso profondamente soggettiva nel contenuto, perché comunica ciò che il parlante prova, percepisce o valuta, ma allo stesso tempo presenta quella valutazione attraverso una struttura formalmente esistenziale.
Le descrizioni didattiche la parafrasano infatti con espressioni come 「~という感じがする」, “si ha l’impressione che…”, e osservano che compare frequentemente con parole relative a emozioni e valutazioni.
Non significa però che ~ものがある serva semplicemente ad attenuare un’affermazione o a renderla incerta.
Consideriamo:
その男の証言には、どこか不自然なものがある。
C’è qualcosa di innaturale nella testimonianza di quell’uomo.
Qui la costruzione si presta effettivamente a una percezione difficile da delimitare con precisione. Il parlante avverte un’anomalia, ma non necessariamente identifica un singolo elemento che possa indicare come causa dell’impressione.
La presenza di どこか, “in qualche modo / sotto qualche aspetto”, rafforza ulteriormente questa lettura. Esempi di questo tipo spiegano perché ~ものがある venga talvolta descritto come un modo per esprimere qualcosa che “si sente” pur senza riuscire a definirlo completamente.
Ma l’indeterminatezza non è il significato fondamentale della costruzione.
~ものがある può comparire anche quando il giudizio è perfettamente chiaro e molto forte:
彼の最近の成長には、目を見張るものがある。
La sua crescita recente ha qualcosa di davvero straordinario.
目を見張る significa letteralmente “spalancare gli occhi” ed esprime quindi tutt’altro che una percezione debole o incerta.
Proprio 目を見張るものがある è una combinazione ricorrente, usata per indicare qualcosa di notevole, sorprendente o particolarmente degno di attenzione. Le descrizioni della costruzione riportano infatti esempi che vanno da 不自然なものがある e 辛いものがある fino a 驚くべきものがある e 目を見張るものがある: l’intensità può quindi variare considerevolmente.
Ne consegue una distinzione fondamentale: ~ものがある non descrive quanto intensamente il parlante percepisca qualcosa, ma soprattutto come sceglie di rappresentare quella percezione.
Può trattarsi di un’impressione difficile da afferrare:
彼の態度には、どこか不自然なものがある。
C’è qualcosa di innaturale nel suo atteggiamento.
di una qualità chiaramente riconoscibile:
この作家の文章には、読者を引き込むものがある。
La prosa di questo autore ha qualcosa che trascina il lettore.
oppure di una reazione emotiva molto netta:
長年住んだ家を離れるのは、やはり寂しいものがある。
Lasciare la casa in cui si è vissuti per tanti anni dà comunque un certo senso di tristezza.
In tutti e tre i casi il meccanismo comune non è la vaghezza, né necessariamente la forza dell’emozione. È il fatto che una proprietà o una reazione viene concepita attraverso もの come qualcosa di presente e, attraverso ある, ne viene affermata l’esistenza.
Questo permette anche di capire perché traduzioni italiane apparentemente diverse possano corrispondere alla stessa costruzione:
- “c’è qualcosa di…”
- “ha qualcosa di…”
- “si avverte…”
- “dà una certa impressione di…”
- “ha un che di…”
- “presenta qualcosa di…”
- “c’è qualcosa che…”
Nessuna rappresenta da sola il significato universale di ~ものがある. La scelta dipende dal tipo di elemento che precede もの e dal referente sul quale viene formulata la valutazione.
Una traduzione come “ha un che di…” può essere eccellente con 不自然なものがある, ma diventerebbe inadeguata davanti a 目を見張るものがある o 人を感動させるものがある. È quindi più utile comprendere il meccanismo semantico della costruzione che associare ~ものがある a un’unica formula italiana.
Un altro elemento importante è la frequente presenza di ~には:
彼の作品には独特なものがある。
C’è qualcosa di particolare nelle sue opere.
この映画には考えさせられるものがある。
Questo film dà davvero qualcosa su cui riflettere.
La combinazione non è casuale. に permette di individuare il referente come l’ambito nel quale quella proprietà viene riconosciuta, mentre は lo pone come tema o lo mette in rilievo: “quanto a X, in X c’è qualcosa che…”.
Molti esempi della costruzione presentano proprio questa configurazione, perché si accorda perfettamente con la sua semantica esistenziale.
Tuttavia ~には non è necessario. Quando ciò che viene valutato è un intero evento o una situazione, è molto comune che il tema venga espresso attraverso una proposizione nominalizzata con のは:
子供が独立して家を出ていくのは、親として寂しいものがある。
Per un genitore, vedere un figlio diventare indipendente e lasciare casa porta con sé una certa tristezza.
Qui non stiamo cercando una proprietà “dentro” un oggetto preciso. È l’intera situazione — il fatto che il figlio lasci casa — a provocare una reazione emotiva che il parlante presenta mediante 寂しいものがある. Anche questo tipo di uso è ben attestato nelle descrizioni didattiche, insieme a esempi con 辛いものがある, 残念なものがある e altre espressioni emotive.
Possiamo quindi distinguere almeno due grandi direzioni semantiche, senza considerarle due costruzioni grammaticalmente separate.
In un primo gruppo, qualcosa possiede o manifesta una certa qualità:
彼の話し方には人を安心させるものがある。
Nel suo modo di parlare c’è qualcosa che rassicura le persone.
In un secondo gruppo, una situazione suscita nel parlante una certa valutazione o reazione emotiva:
ここまで来て諦めなければならないのは、残念なものがある。
Doversi arrendere dopo essere arrivati fin qui lascia davvero un senso di rammarico.
La distinzione è utile perché mostra due facce dello stesso principio. Nel primo caso もの rende “presente” una qualità attribuita al referente; nel secondo dà consistenza alla reazione prodotta dal referente o dalla situazione.
Non sorprende quindi che lo studio dedicato alla costruzione individui proprio l’esistenza e la derivazione di un valore emotivo fra i nuclei necessari per descriverne il funzionamento.
Occorre inoltre distinguere questo uso grammaticale dal normale impiego lessicale di ものがある.
箱の中に何かものがある。
Nella scatola c’è qualcosa.
Qui もの indica semplicemente un’entità e ある ne afferma l’esistenza. Non siamo ancora davanti alla costruzione valutativa analizzata in questo articolo.
In ~ものがある, invece, il punto decisivo è che もの riceve una modificazione che ne determina la qualità e che l’intero gruppo viene interpretato, nel contesto, non come un oggetto concreto da identificare ma come una proprietà, un effetto o un’impressione riconosciuti nel referente.
La stessa definizione generale di “nome formale” richiama proprio la perdita o attenuazione del significato lessicale autonomo e la necessità di ricevere una modificazione attributiva.
Questo spiega anche perché non sia del tutto corretto interpretare もの come se fosse semplicemente un pronome indefinito equivalente a “qualcosa”. L’italiano “qualcosa” è spesso una resa naturale, ma grammaticalmente もの svolge un lavoro più profondo: trasforma ciò che lo precede in una proprietà concepibile come entità, consentendo poi ad ある di presentarne la presenza.
La differenza può essere sottile, ma è essenziale per comprendere l’identità della costruzione.
彼の文章は独特だ。
Il suo stile è particolare.
彼の文章には独特なものがある。
Il suo stile ha qualcosa di particolare.
La prima frase assegna direttamente una proprietà: X è particolare.
La seconda costruisce invece una relazione diversa: in X è riconoscibile qualcosa di particolare.
Il contenuto descrittivo può avvicinarsi, ma cambia la prospettiva. Con ~ものがある il parlante non si limita a classificare il referente attraverso un predicato; presenta la proprietà come qualcosa che emerge dall’osservazione o dall’esperienza del referente stesso.
È proprio questa combinazione fra percezione soggettiva e presentazione quasi oggettivata della qualità a conferire a ~ものがある gran parte della sua sfumatura caratteristica. Il fatto che もの, rispetto a こと, mantenga un legame più forte con ciò che viene concepito come percepibile fornisce una base semantica particolarmente coerente per questo sviluppo.
Per questo motivo, definire ~ものがある semplicemente come “sembra…”, “si sente…” oppure “c’è qualcosa di…” è utile soltanto come primo orientamento. La costruzione compie un’operazione più precisa: prende una qualità, un effetto o una reazione; attraverso もの le dà consistenza concettuale; attraverso がある ne presenta la presenza; e in questo modo trasforma un giudizio diretto in qualcosa che il parlante dice di riconoscere nel referente o nella situazione.
È da questo meccanismo, e non da un generico valore di vaghezza o di intensificazione, che derivano le numerose sfumature di ~ものがある.
Nota: Quanto visto sopra sul significato profondo e sul valore di もの non riguarda solamente ~ものがある. La capacità di もの di conservare, anche nei suoi usi grammaticali, una parte del proprio valore originario è alla base di numerose altre costruzioni del giapponese.
Per una visione d’insieme e riassuntiva, nel sito c’è una guida dedicata a tutti gli usi grammaticali di もの in giapponese, che raccoglie e mette in relazione le principali strutture che derivano da questa parola.
Descrizione grammaticale e regole di formazione
Dal punto di vista grammaticale, ~ものがある presenta una struttura piuttosto trasparente. Il suo nucleo è costituito dal nome formale もの, preceduto da un elemento che lo modifica, seguito dalla particella が e dal verbo esistenziale ある:
[elemento che modifica もの] + もの + が + ある
Questa struttura è importante perché もの, pur avendo perso in questa costruzione buona parte del significato lessicale concreto di “cosa” o “oggetto”, continua sintatticamente a comportarsi come un nome.
Ciò che precede もの deve quindi trovarsi in una forma capace di modificare un sostantivo, cioè in forma attributiva. Lo studio specificamente dedicato alla costruzione 「ものがある」 sottolinea infatti che もの non funziona autonomamente, ma deve essere considerato come un nome testa che riceve una modificazione.
Nella sua forma più tipica, ~ものがある si costruisce con verbi, i-aggettivi e na-aggettivi. Le descrizioni grammaticali per studenti di livello N2 riportano sistematicamente queste tre possibilità; per i verbi compaiono soprattutto la forma dizionario e la forma negativa in ~ない, mentre i na-aggettivi richiedono な davanti a もの.
| Categoria | Formazione | Esempio |
|---|---|---|
| Verbo – forma dizionario | V辞書形 + ものがある | 人を引きつけるものがある |
| Verbo – forma negativa | Vない形 + ものがある | 納得できないものがある |
| aggettivo in i | Aい + ものがある | 寂しいものがある |
| aggettivo in na | Aな + な + ものがある | 不自然なものがある |
Con i verbi, la forma più caratteristica è dunque quella non passata:
彼の話には、人を引きつけるものがある。
Nel suo modo di parlare c’è qualcosa che attira le persone.
La sequenza 人を引きつける costituisce una normale proposizione relativa che modifica もの. Letteralmente, prima ancora di attribuirle il valore grammaticale complessivo che abbiamo descritto, abbiamo quindi qualcosa come “una cosa che attira le persone + esiste”.
È proprio da questa struttura sintattica ordinaria che può svilupparsi la lettura valutativa: “nel suo modo di parlare c’è qualcosa che attira le persone”.
Il verbo che precede もの non deve però essere necessariamente semplice. Può essere accompagnato da complementi, avverbi, particelle e altri elementi, formando una proposizione relativa anche piuttosto articolata:
この作家の文章には、読む人を物語の世界へ強く引き込むものがある。
Nella prosa di questo autore c’è qualcosa che trascina profondamente il lettore nel mondo della storia.
In questo caso non è soltanto 引き込む a modificare もの, ma l’intera sequenza 読む人を物語の世界へ強く引き込む. Non bisogna quindi immaginare ~ものがある come un suffisso che viene semplicemente “attaccato” a un verbo: もの è il nome modificato dall’intera proposizione che lo precede.
Sono inoltre molto frequenti forme verbali che esprimono una reazione prodotta nel soggetto che osserva o sperimenta qualcosa, come:
心を打つものがある “c’è qualcosa che tocca il cuore”
考えさせられるものがある “c’è qualcosa che fa riflettere”
人を感動させるものがある “c’è qualcosa che commuove”
納得できないものがある “c’è qualcosa che non convince / che non si riesce ad accettare”
Questa varietà mostra che davanti a もの possono comparire senza problemi anche forme morfologicamente più complesse: causativi come 感動させる, passivi-causativi come 考えさせられる, potenziali come 納得できる e le rispettive forme negative.
Dal punto di vista della costruzione, ciò che conta è che l’intera forma verbale possa funzionare attributivamente davanti a もの. Gli esempi didattici attestano espressamente costruzioni come 人を感動させるものがある e forme negative in ~ない.
Particolarmente produttiva è infatti la forma negativa del verbo:
彼の説明には、どうしても納得できないものがある。
Nella sua spiegazione c’è qualcosa che proprio non riesco ad accettare.
Qui ない non nega ある. Non significa cioè “non c’è qualcosa che posso accettare”. La negazione appartiene invece alla proposizione che modifica もの:
[納得できない] + もの + がある
“c’è qualcosa [che non riesco ad accettare]”.
La distinzione è importante, perché mostra ancora una volta che ~ものがある non deve essere analizzato come una sequenza completamente cristallizzata. Al suo interno rimane perfettamente visibile la normale sintassi della modificazione nominale giapponese.
Con gli aggettivi in i il collegamento è altrettanto diretto. L’aggettivo mantiene la propria forma in ~い e modifica もの esattamente come modificherebbe qualsiasi altro sostantivo:
一人でこの仕事を続けるのは、厳しいものがある。
Continuare questo lavoro da solo presenta delle difficoltà non da poco.
La struttura è:
厳しい + もの + がある
Allo stesso modo:
寂しいものがある 辛いものがある 素晴らしいものがある 目覚ましいものがある
sono tutte formazioni regolari. Le fonti didattiche riportano proprio gli i-aggettivi nella loro normale forma attributiva in ~い.
彼女のここ数年の成長には、目覚ましいものがある。
La sua crescita negli ultimi anni è davvero notevole.
È importante non confondere questa struttura con quella di ~ものだ. Anche se entrambe contengono もの, dal punto di vista sintattico ciò che segue è diverso: in ~ものがある, もの costituisce il nucleo nominale di una struttura esistenziale marcata da が, mentre ~ものだ appartiene a un diverso insieme di costruzioni nelle quali ものだ può assumere valori modali, generalizzanti, emotivi o rievocativi.
Con gli aggettivi in na, invece, compare una differenza formale che merita particolare attenzione. Poiché もの è un nome, l’aggettivo in na deve assumere la sua normale forma attributiva in ~な:
不自然だ → 不自然なものがある
複雑だ → 複雑なものがある
見事だ → 見事なものがある
Non si dice quindi:
× 不自然だものがある
né:
× 不自然ものがある
ma:
彼の証言には、どこか不自然なものがある。
C’è qualcosa di innaturale nella sua testimonianza.
La presenza di な non è una particolarità propria di ~ものがある: deriva semplicemente dal fatto che il na-aggettivo sta modificando il nome もの. Le descrizioni grammaticali della costruzione riportano infatti esplicitamente ナAな + ものがある.
Questo dettaglio ci permette di vedere con particolare chiarezza che la sequenza non è:
不自然 + [ものがある]
come se ~ものがある fosse una particella grammaticale aggiunta direttamente all’aggettivo, ma piuttosto:
[不自然なもの] + がある
ossia, strutturalmente, “esiste qualcosa di innaturale”.
È proprio su questa struttura nominale che si innesta poi il significato valutativo della costruzione.
E i nomi?
Qui occorre fare una distinzione importante.
Nelle descrizioni didattiche della costruzione valutativa ~ものがある, le categorie normalmente indicate sono verbo, aggettivo in i e aggettivo in na; il nome non compare normalmente come quarta categoria produttiva allo stesso livello delle altre.
Dal punto di vista della grammatica generale del giapponese, naturalmente, un nome può modificare un altro nome attraverso の:
N + の + もの
ma questo non significa automaticamente che ogni sequenza:
N + の + ものがある
rappresenti il ~ものがある valutativo analizzato in questo articolo.
Per esempio:
箱の中には木製のものがある。
Nella scatola ce ne sono alcuni di legno.
木製のもの significa semplicemente “cose di legno / quelle di legno”: もの conserva qui un normale valore nominale e ある afferma semplicemente l’esistenza di tali oggetti. Non siamo davanti al valore valutativo di 心を打つものがある o 不自然なものがある.
Per questo è più preciso non insegnare la regola come un generico:
V / A / N + ものがある
ma distinguere la costruzione grammaticale vera e propria dalle sequenze formalmente simili nelle quali もの è semplicemente un nome sostitutivo o generico.
Il tempo: ~ものがある e ~ものがあった
Un altro dettaglio importante riguarda il tempo grammaticale.
La forma presentata nei manuali è normalmente ~ものがある, ma il verbo finale ある può naturalmente essere flesso:
ものがある “c’è / presenta…”
ものがあります forma cortese
ものがあった “c’era / presentava…”
ものがありました forma cortese al passato
L’uso di ~ものがあった è ben attestato, per esempio in costruzioni del tipo 考えさせられるものがあった o 目を見張るものがあった. Anche esempi reali e materiali didattici mostrano che il passato viene normalmente espresso facendo passare ある → あった, mentre il verbo che modifica もの può rimanere nella forma non passata.
昨日見た映画には、考えさせられるものがあった。
Nel film che ho visto ieri c’era qualcosa che faceva riflettere.
È significativo che si dica:
考えさせられるものがあった
e non sia necessario trasformare il verbo modificatore in passato.
Questo accade perché 考えさせられる (causativa passiva in uso emotivo) descrive la proprietà attribuita a もの — “qualcosa che induce a riflettere” — mentre あった colloca nel passato il riconoscimento o la presenza di quella proprietà.
La differenza strutturale può essere rappresentata così:
[考えさせられるもの] が あった
“c’era [qualcosa che faceva riflettere]”.
Lo stesso principio appare in:
当時の彼の成長ぶりには、目を見張るものがあった。
La crescita che mostrava allora era davvero impressionante.
Anche qui la proprietà resta 目を見張る, mentre è あった a collocare la valutazione nel quadro passato.
Ciò non significa che una forma verbale in ~た sia sintatticamente impossibile davanti a もの: もの rimane un nome e, come qualsiasi nome, può in linea generale essere modificato anche da una proposizione al passato. Ma non è questa la formazione canonica normalmente indicata per il ~ものがある valutativo.
Le descrizioni didattiche presentano infatti V辞書形 e Vない形; quando si vuole semplicemente spostare nel passato la valutazione espressa dalla costruzione, è soprattutto ある a diventare あった.
Questa distinzione è utile anche per evitare di confondere la costruzione grammaticale con un normale もの lessicale:
昨日彼が買ったものがある。
C’è una cosa che lui ha comprato ieri.
Qui 買った modifica もの, ma もの significa concretamente “cosa / ciò che” e l’intera frase significa semplicemente che esiste qualcosa che lui ha comprato. Non siamo davanti a ~ものがある nel senso valutativo.
La struttura ~には~ものがある
La configurazione probabilmente più rappresentativa della costruzione è:
A には B ものがある
彼の演技には、人の心を打つものがある。
Nella sua recitazione c’è qualcosa che tocca il cuore.
この考え方には、どうしても納得できないものがある。
C’è qualcosa in questo modo di pensare che proprio non riesco ad accettare.
In questa struttura, A rappresenta il referente, l’ambito o l’oggetto nel quale il parlante riconosce una certa proprietà; B descrive invece la natura di quella proprietà attraverso la modificazione di もの.
Possiamo quindi schematizzarla come:
A には [B もの] がある
La struttura viene descritta esplicitamente anche nelle grammatiche didattiche come 「AにはBものがある」, dove B rappresenta una qualità o proprietà riconosciuta all’interno di A.
La particella に mantiene qui una relazione molto vicina al normale valore locativo o esistenziale:
部屋には机がある。
Nella stanza c’è una scrivania.
彼の演技には人を引きつけるものがある。
Nella sua recitazione c’è qualcosa che attira le persone.
Naturalmente, nel secondo esempio il “luogo” non è uno spazio fisico. 彼の演技 viene interpretato come ambito concettuale nel quale una certa proprietà è presente.
È proprio questa continuità con la struttura esistenziale ordinaria a rendere ~には particolarmente naturale con ~ものがある.
は, a sua volta, mette a tema o mette in rilievo quell’ambito: “quanto a X, in X…”. Il risultato è una configurazione particolarmente adatta a formulare una valutazione su una persona, un’opera, un comportamento, un discorso, uno sviluppo o qualsiasi altro referente nel quale il parlante riconosca una caratteristica.
La struttura ~のは~ものがある
Quando ciò che viene valutato non è un nome ma un’intera azione, situazione o circostanza, ricorre molto frequentemente un’altra configurazione:
[proposizione + の] は + Bものがある
毎日二時間かけて通勤するのは、つらいものがある。
Fare due ore di viaggio ogni giorno per andare al lavoro è davvero pesante.
長年住んだ町を離れるのは、寂しいものがある。
Lasciare la città in cui si è vissuti per tanti anni porta con sé una certa tristezza.
Qui の nominalizza l’intera proposizione precedente, rendendola il tema della valutazione:
[長年住んだ町を離れる] → [長年住んだ町を離れるの] は
“quanto al fatto di lasciare la città in cui si è vissuti per tanti anni…”
A questo tema viene poi associata la valutazione:
寂しいものがある
Le descrizioni della costruzione riconoscono esplicitamente sia il modello AにはBものがある sia AのはBものがある.
Le due configurazioni permettono quindi di distinguere due organizzazioni sintattiche molto comuni:
Nには + Bものがある → si riconosce una qualità in un referente
Vのは + Bものがある → si formula una reazione o valutazione nei confronti di una situazione
Non si tratta di due significati grammaticali completamente separati. In entrambi i casi il nucleo rimane lo stesso: una certa proprietà, sensazione o reazione viene costruita attraverso B + もの e presentata come qualcosa di cui si riconosce la presenza.
La parte realmente fissa della costruzione
Alla luce di tutto questo, è utile evitare di concepire ~ものがある come una sequenza interamente congelata.
La sua struttura interna rimane infatti relativamente trasparente:
[modificatore] + もの + が + ある
e diversi elementi possono variare.
Il modificatore può essere un verbo, anche complesso o negativo:
心を打つものがある 考えさせられるものがある 納得できないものがある
oppure un aggettivo:
寂しいものがある 目覚ましいものがある 不自然なものがある
ある può inoltre flettersi secondo il tempo e il registro:
ものがある ものがあります ものがあった ものがありました
e il referente sottoposto a valutazione può essere introdotto attraverso strutture differenti, tra le quali sono particolarmente caratteristiche:
Nには~ものがある
e
Vのは~ものがある.
Ciò che rende riconoscibile la costruzione non è quindi una semplice successione invariabile di forme, ma la relazione sintattica e semantica che si crea fra i suoi componenti:
qualcosa viene descritto → quella descrizione modifica もの → が presenta もの come elemento esistente → ある ne afferma la presenza.
È proprio questa struttura grammaticale ordinaria, progressivamente specializzatasi in un uso valutativo, a permettere a ~ものがある di esprimere l’idea che in una persona, in un comportamento, in un’opera o in una situazione vi sia una certa qualità che il parlante riconosce e percepisce come presente.
Contesto e registro
~ものがある appartiene a un registro relativamente sostenuto e riflessivo. Non è una costruzione arcaica, letteraria o riservata a contesti estremamente formali, ma neppure una delle forme più spontanee con cui, nella conversazione quotidiana, si esprime una semplice impressione.
Le descrizioni didattiche giapponesi e rivolte agli studenti avanzati la classificano infatti come 硬い, “rigida / sostenuta”, o 書き言葉的, “tipica della lingua scritta”.
Questo carattere si comprende facilmente se si considera ancora una volta il funzionamento della costruzione. ~ものがある non si limita a esprimere una reazione immediata del parlante, ma tende a prendere una certa impressione, qualità o valutazione e a formularla come qualcosa che viene riconosciuto nel referente.
Il contenuto può essere profondamente soggettivo, ma il modo in cui viene presentato è più distaccato e analitico: invece di dire direttamente “è impressionante”, “non mi convince”, “è triste”, il parlante presenta quella qualità come qualcosa che “c’è”, che può essere riscontrato.
È proprio questa combinazione fra valutazione ed esistenza che spiega perché la costruzione si presti particolarmente bene a giudizi meditati, commenti, analisi e osservazioni.
Lo studio specificamente dedicato a 「ものがある」 mette infatti in relazione la struttura esistenziale con la derivazione di significati emotivi e valutativi, fino alla lettura di “c’è qualcosa di particolare”.
Mettendo a confronto, per esempio:
最近の彼は本当にすごい。
Ultimamente lui è davvero incredibile.
最近の彼の成長には、目を見張るものがある。
La sua crescita recente è davvero notevole.
Entrambe le frasi possono esprimere ammirazione, ma appartengono a modi diversi di formulare il giudizio. 本当にすごい comunica direttamente la reazione del parlante ed è perfettamente naturale anche in una conversazione informale.
目を見張るものがある trasforma invece quella reazione in una valutazione articolata della crescita osservata: non comunica soltanto “sono impressionato”, ma presenta la crescita stessa come dotata di qualcosa che merita stupore.
Non sorprende quindi che 目を見張るものがある ricorra con naturalezza nella prosa giornalistica e valutativa; in un articolo, per esempio, potrebbe essere usato per giudicare la capacità realizzativa di un calciatore: 決定力の高さには目を見張るものがある.
Proprio per questa ragione, ~ものがある è particolarmente adatto a recensioni, commenti critici, saggi, articoli, analisi, testi argomentativi e descrizioni nelle quali il parlante o l’autore esprime una valutazione su ciò che ha osservato.
Opere artistiche, prestazioni, comportamenti, discorsi, cambiamenti, risultati, situazioni sociali e perfino problemi o difficoltà costituiscono referenti estremamente naturali per la costruzione. Le fonti riportano infatti esempi riferiti a recitazione, scrittura, tecnologia, crescita personale, testimonianze, danni provocati da terremoti e situazioni emotivamente difficili.
この作品には、見る人の心に強く訴えかけるものがある。
Quest’opera ha qualcosa che parla con forza a chi la guarda.
彼の提案には、十分に検討する価値があると思わせるものがある。
Nella sua proposta c’è qualcosa che fa pensare che valga la pena prenderla seriamente in considerazione.
今回の結果には、いろいろと考えさせられるものがある。
Questo risultato offre parecchi spunti su cui riflettere.
Sono frasi che si inseriscono naturalmente in un discorso nel quale il parlante non sta semplicemente reagendo, ma sta formulando una valutazione sulla base di ciò che ha visto, ascoltato o sperimentato.
Una costruzione scritta, ma non esclusivamente scritta
Definire ~ものがある una costruzione “da lingua scritta” richiede però una precisazione.
La tendenza verso lo scritto è reale, ma non costituisce una restrizione grammaticale. ~ものがある può essere usato anche oralmente, soprattutto quando la conversazione assume un tono riflessivo, argomentativo, professionale o relativamente formale.
Lo dimostrano anche attestazioni in discorsi pubblici reali: nei verbali della Dieta giapponese troviamo, per esempio, 進捗は本当に目を見張るものがあると思います, “i progressi sono davvero notevoli”, pronunciato durante una seduta parlamentare del 2023.
In un’altra seduta compare 非常に難しいものがあると思います, impiegato oralmente per valutare le difficoltà legate a una situazione organizzativa.
Questo dato aiuta a definire meglio il registro:
~ものがある non è “scritto anziché parlato”; è soprattutto una forma adatta a un discorso valutativo e riflessivo, e proprio per questo è più frequente nello scritto e nel parlato formale che nella conversazione quotidiana spontanea.
Anche in una normale conversazione fra adulti può quindi comparire senza risultare innaturale, purché il contesto giustifichi quel tipo di formulazione.
この仕事、一人で全部やるのは正直厳しいものがあるね。
A dire il vero, fare tutto questo lavoro da soli è piuttosto duro.
Una frase del genere è possibile nel parlato. La presenza di 正直 e della particella finale ね la inserisce chiaramente in uno scambio conversazionale. Ciò che rimane è una sfumatura più meditata rispetto a un semplice:
これ、一人でやるのはきついね。
Farlo da soli è pesante, eh.
La seconda frase appartiene molto più direttamente alla conversazione quotidiana; la prima presenta invece la difficoltà quasi come una proprietà della situazione che il parlante riconosce e valuta.
È quindi soprattutto nei commenti estemporanei e nelle reazioni immediate che ~ものがある può risultare eccessivamente elaborato.
Davanti a un piatto appena assaggiato, per esempio, sarebbe molto più spontaneo dire:
これ、すごくおいしい!
Questo è buonissimo!
piuttosto che costruire deliberatamente una valutazione con ~ものがある. Allo stesso modo, davanti a un film appena terminato, in una conversazione informale con un amico:
あの映画、すごくよかった。
Quel film era davvero bello.
è più immediato di:
あの映画には、人の心を引きつけるものがある。
Quel film ha qualcosa che cattura le persone.
Quest’ultima frase non è sbagliata. Semplicemente, cambia la postura comunicativa: non è più una pura reazione, ma un’osservazione sul film e sulla qualità che il parlante riconosce in esso.
È proprio questo passaggio dalla reazione alla valutazione a rendere ~ものがある particolarmente naturale nelle recensioni e nei commenti ragionati. La descrizione che la presenta come una forma usata per una qualità o impressione “che si avverte con certezza”, spesso con una componente di valutazione, concorda con questo comportamento.
Non esprime soltanto valutazioni positive
Il tono valutativo di ~ものがある non implica affatto approvazione o elogio.
La costruzione è perfettamente compatibile con valutazioni positive, negative e ambivalenti. Sono il verbo o l’aggettivo che precedono もの a stabilire la direzione della valutazione.
Positiva:
彼女の演技には、人を引き込むものがある。
La sua recitazione ha qualcosa che cattura lo spettatore.
この会社の技術力には、目を見張るものがある。
Le capacità tecnologiche di questa azienda sono davvero notevoli.
Negativa:
彼の態度には、どうしても納得できないものがある。
C’è qualcosa nel suo atteggiamento che proprio non riesco ad accettare.
今回の対応には、不自然なものがある。
C’è qualcosa di poco naturale nel modo in cui è stata gestita questa situazione.
Emotiva:
長年続けてきた店を閉めるのは、やはり寂しいものがある。
Chiudere un negozio portato avanti per tanti anni lascia comunque una certa tristezza.
Le raccolte grammaticali giapponesi attestano proprio questa ampiezza: 人の心を動かすものがある e 目を見張るものがある esprimono valutazioni favorevoli, mentre 目に余るものがある, 辛いものがある, ひどいものがある e 不自然なものがある possono esprimere disapprovazione, difficoltà, disagio o una percezione negativa.
Questo rende ~ものがある particolarmente utile quando il parlante vuole valutare senza ridurre necessariamente il referente a una definizione categorica.
Dire:
彼の説明は不自然だ。
La sua spiegazione è innaturale.
attribuisce direttamente la proprietà 不自然 alla spiegazione.
Dire:
彼の説明には、不自然なものがある。
C’è qualcosa di innaturale nella sua spiegazione.
presenta invece la non naturalità come una caratteristica riscontrata al suo interno.
Questa differenza può produrre un effetto meno categorico, ma non bisogna trasformarla in una regola di “attenuazione”. Come abbiamo visto, ~ものがある può accompagnare anche giudizi molto forti. Più precisamente, la costruzione sposta il giudizio dalla predicazione diretta alla constatazione di una qualità.
La sua apparente maggiore distanza nasce da questo cambiamento di prospettiva, non da un significato grammaticale equivalente a “forse”, “un po’” o “in parte”.
Infatti, la qualità percepita può essere tanto debole quanto molto forte.
Soggettivo nel giudizio, più distaccato nella forma
Un aspetto che può creare confusione riguarda la distinzione fra soggettività e oggettività.
Alcune descrizioni definiscono ~ものがある un’espressione oggettiva, nel senso che la qualità viene presentata come qualcosa che appartiene al referente: AにはBものがある, “in A è presente B”. Altre sottolineano invece che si tratta dell’impressione o della valutazione del parlante. Le due descrizioni non sono necessariamente incompatibili.
Il giudizio può essere soggettivo:
この小説には、なぜか心を引かれるものがある。
Questo romanzo ha qualcosa che, non so perché, mi affascina.
È il parlante a provare quella reazione.
Ma linguisticamente la frase non viene formulata come:
“io provo X”
bensì come:
“in questo romanzo c’è X”.
È quindi più preciso parlare di una valutazione soggettiva presentata in forma relativamente oggettivata. Questo tratto contribuisce direttamente al registro della costruzione: il parlante sembra fare un passo indietro rispetto alla propria reazione immediata e presentarla come il risultato dell’osservazione di una qualità presente nel referente.
Lo stesso meccanismo spiega perché ~ものがある sia particolarmente efficace nell’argomentazione.
この案には評価できる点も多いが、安全性については不安を感じさせるものがある。
Questa proposta presenta molti aspetti apprezzabili, ma sul piano della sicurezza c’è qualcosa che suscita preoccupazione.
Una formulazione di questo tipo permette al parlante di inserire la propria valutazione all’interno di un ragionamento senza convertirla necessariamente in un’affermazione secca e assoluta.
Non dice semplicemente 安全性が不安だ, ma presenta la preoccupazione come qualcosa che emerge dall’esame della proposta.
~ものがある e il parlato formale
Nel parlato formale è inoltre frequente che ~ものがある venga seguito da と思う / と思います:
~ものがあると思う ~ものがあると思います
この制度を今のまま続けるのは、難しいものがあると思います。
Credo che continuare questo sistema così com’è presenti delle difficoltà considerevoli.
ここ数年の技術の進歩には、目を見張るものがあると思います。
Credo che i progressi tecnologici degli ultimi anni siano davvero notevoli.
Questa configurazione è attestata anche nel parlato istituzionale contemporaneo. Nei verbali parlamentari giapponesi compaiono sia 目を見張るものがあると思います sia 難しいものがあると思います.
La combinazione è interessante perché crea due livelli di prospettiva. Con ~ものがある il parlante presenta già una proprietà come qualcosa di riconoscibile nel referente; aggiungendo と思う, marca poi esplicitamente l’intera valutazione come propria:
[XにはBものがある] + と思う
“ritengo che in X vi sia qualcosa di B”.
Questo tipo di formulazione si presta molto bene a riunioni, discussioni professionali, presentazioni, dibattiti e altri contesti nei quali il parlante deve formulare un giudizio personale in maniera articolata.
Forma piana e forma cortese
La costruzione non possiede di per sé un valore onorifico o di cortesia. Il livello di politeness dipende normalmente dalla forma assunta da ある:
~ものがある forma piana
~ものがあります forma cortese
~ものがあった forma piana al passato
~ものがありました forma cortese al passato
Per esempio:
彼の作品には、見る者を圧倒するものがある。
Le sue opere possiedono qualcosa che travolge chi le osserva.
può inserirsi naturalmente in un testo scritto o in un discorso in forma piana, mentre:
彼の作品には、見る者を圧倒するものがあります。
Le sue opere possiedono qualcosa che travolge chi le osserva.
adatta la stessa valutazione a un discorso cortese.
È però importante distinguere cortesia e registro. Passare da ある ad あります rende la frase cortese, ma non è questo a rendere ~ものがある una costruzione relativamente sostenuta: tale caratteristica appartiene già al modo stesso in cui la valutazione viene formulata.
Quali contesti favoriscono ~ものがある?
Possiamo quindi individuare alcuni contesti nei quali la costruzione trova un terreno particolarmente naturale.
La valutazione di capacità, risultati o cambiamenti:
若手選手たちのここ一年の成長には、目覚ましいものがある。
La crescita dei giovani giocatori nell’ultimo anno è stata notevole.
Il commento su opere, discorsi o prestazioni:
彼女の文章には、最後まで読ませるものがある。
La sua scrittura ha qualcosa che spinge a leggere fino alla fine.
Il giudizio critico su comportamenti o situazioni:
会社側の今回の対応には、納得できないものがある。
C’è qualcosa nel modo in cui l’azienda ha gestito la situazione che non riesco ad accettare.
La riflessione suscitata da un fatto:
この調査結果には、考えさせられるものがある。
Questi risultati danno parecchio su cui riflettere.
La reazione emotiva davanti a una situazione:
長年一緒に働いた仲間が辞めるのは、やはり寂しいものがある。
Vedere andare via un collega con cui si è lavorato per tanti anni lascia comunque una certa tristezza.
Questa varietà conferma che non è il tipo di emozione a determinare l’uso di ~ものがある. Ciò che accomuna i diversi contesti è piuttosto la volontà di formulare una valutazione, un’impressione o una reazione come una qualità che emerge dall’oggetto o dalla situazione considerata.
Le descrizioni della costruzione insistono infatti sia sulle proprietà riconosciute in un referente sia sulla frequente associazione con espressioni emotive e valutative.
In termini di registro, ~ものがある occupa quindi uno spazio piuttosto preciso: più elaborato della semplice reazione colloquiale, ma perfettamente vivo nel giapponese contemporaneo; particolarmente naturale nello scritto, ma disponibile anche nel parlato quando il discorso diventa riflessivo, valutativo o formale.
Non è dunque una costruzione che il parlante utilizza perché vuole necessariamente “suonare formale”. La sua relativa formalità è, in larga parte, una conseguenza della sua funzione: invece di reagire direttamente a qualcosa, osserva, valuta e presenta quella valutazione come una qualità riconoscibile nel referente.
È proprio questo distacco prospettico a rendere ~ものがある così adatto alla critica, al commento, all’argomentazione e alla riflessione.
~ものがある e strutture simili: differenze di significato e sfumatura
Il significato di ~ものがある si sovrappone in parte a quello di diverse espressioni giapponesi che permettono di parlare di caratteristiche, impressioni, sensazioni o tendenze.
Proprio per questo, a seconda del contesto, una stessa situazione può talvolta essere descritta con ~ものがある, ~ところがある, ~気がする, ~感じがする o altre costruzioni affini.
Non si tratta però di sinonimi. La differenza fondamentale riguarda che cosa il parlante sceglie di mettere linguisticamente in primo piano: una qualità riconosciuta nel referente, un suo particolare aspetto, una sensazione avvertita dal parlante oppure una tendenza ricorrente.
~ものがある e ~ところがある
~ところがある è probabilmente una delle costruzioni più vicine a ~ものがある perché anch’essa permette di evitare una predicazione assoluta.
La Japan Foundation mette esplicitamente in contrasto:
頑固だ “è testardo”
con:
頑固なところがある “ha un lato testardo”.
Nel secondo caso la caratteristica non viene presentata come una definizione complessiva della persona, ma come una delle sue facce o dei suoi aspetti. La costruzione è infatti particolarmente naturale quando si parla della personalità e può evidenziare un lato inatteso o negativo.
彼には少し頑固なところがある。
Ha un lato un po’ testardo.
~ものがある compie un’operazione diversa:
彼の話し方には、人を遠ざけるものがある。
Nel suo modo di parlare c’è qualcosa che allontana le persone.
Con ~ところがある, ところ delimita una parte o un aspetto del referente: “tra le sue caratteristiche, ce n’è anche una così”.
Con ~ものがある, invece, il centro non è una “parte” del referente, ma qualcosa che il parlante percepisce al suo interno e al quale attribuisce una certa qualità o un certo effetto.
La ricerca specifica sulla costruzione ~ものがある riconduce infatti uno dei suoi sviluppi semantici proprio alla percezione che vi sia 「特別な何か」, “qualcosa di particolare”, nel referente valutato.
In sintesi:
~ところがある → X presenta anche questo lato/aspetto
~ものがある → in X si riconosce qualcosa che produce o manifesta questa qualità
~ものがある e ~面がある
Molto vicino a ~ところがある è anche ~面がある, dove 面 mantiene più chiaramente il proprio significato lessicale di “aspetto”, “lato”, “dimensione”.
この制度には便利な面もある。
Questo sistema presenta anche degli aspetti vantaggiosi.
この制度には評価できるものがある。
In questo sistema c’è qualcosa che merita di essere apprezzato.
Con 面 il parlante isola una dimensione del referente e la descrive. Il termine viene effettivamente impiegato in questo senso anche in testi istituzionali e della Japan Foundation, per esempio quando si parla di attività che presentano una 面 in cui è necessario un certo impegno.
~ものがある è invece più naturalmente valutativo: non divide necessariamente il referente in “aspetti”, ma comunica ciò che da esso emerge agli occhi del parlante.
Per questo:
~面がある → esiste questo aspetto/dimensione di X
~ものがある → in X avverto o riconosco qualcosa di questa natura
~面がある è inoltre, prima di tutto, una normale combinazione costruita con il nome lessicale 面; non costituisce nello stesso senso un pattern grammaticalizzato equivalente a ~ものがある.
~ものがある e ~気がする/~感じがする
La vicinanza con ~気がする e ~感じがする è ancora maggiore sul piano della traduzione. Non a caso ~ものがある viene spesso spiegato didatticamente attraverso formule come “si ha la sensazione che…” o “si avverte qualcosa di…”.
La differenza riguarda però dove viene collocata linguisticamente quella percezione.
彼の説明は、どこか不自然な気がする。
Ho la sensazione che ci sia qualcosa di innaturale nella sua spiegazione.
Qui la frase mette direttamente in primo piano la sensazione del parlante: 気がする significa che è il soggetto a percepire intuitivamente qualcosa.
彼の説明には、どこか不自然なものがある。
C’è qualcosa di innaturale nella sua spiegazione.
La percezione rimane soggettiva, ma viene formulata diversamente: l’innaturalità è trasformata attraverso もの in qualcosa che viene riconosciuto nella spiegazione stessa.
La Japan Foundation osserva che espressioni come ~ように感じる e ~ような気/感じがする possono accompagnarsi a una sensazione più vaga rispetto a ~ように思う.
Questo rende 気がする e 感じがする particolarmente adatti a mettere in primo piano il carattere intuitivo o impressionistico della percezione.
Possiamo quindi schematizzare:
~気がする/~感じがする → “io ho questa impressione”
~ものがある → “in quella cosa riconosco la presenza di questa qualità”
La differenza diventa particolarmente evidente quando la valutazione è forte. ~ものがある non significa necessariamente che il parlante sia incerto: può presentare anche una qualità percepita con estrema chiarezza. Quello che cambia non è quindi necessariamente il grado di certezza, ma la prospettiva dalla quale viene formulato il giudizio.
~ものがある e ~ものを感じる
Un confronto particolarmente rivelatore è quello con ~ものを感じる.
Le due espressioni possono essere molto vicine semanticamente perché entrambe utilizzano もの per dare consistenza a una qualità difficilmente riducibile a un singolo elemento concreto. Nell’uso reale troviamo infatti formulazioni come:
この作品からは、一貫した美学のようなものを感じる。
Da quest’opera si percepisce qualcosa come un’estetica coerente.
La stessa Japan Foundation presenta attestazioni reali di ~ものを感じる con qualità astratte come 使命感 o 美学.
La differenza rispetto a ~ものがある diventa evidente osservando le particelle:
ものがある → もの è ciò di cui viene affermata la presenza
ものを感じる → もの è ciò che qualcuno percepisce
Confrontiamo:
この作品には、どこか懐かしいものがある。
In quest’opera c’è qualcosa di nostalgico.
この作品から、どこか懐かしいものを感じる。
Da quest’opera percepisco qualcosa di nostalgico.
Nel secondo caso 感じる rende esplicito l’atto percettivo del soggetto.
Nel primo, invece, ある sposta il fuoco sulla presenza della qualità nel referente.
È quindi uno dei confronti che mostra più chiaramente la particolarità di ~ものがある: una percezione che nasce inevitabilmente dal parlante viene formulata linguisticamente non come “io sento qualcosa”, ma come “qualcosa è presente lì”.
~ものがある e ~きらいがある
Più distante semanticamente, ma facilmente confondibile per la somiglianza formale, è ~きらいがある.
彼は他人の意見を軽視するきらいがある。
Ha la tendenza a sottovalutare le opinioni degli altri.
~きらいがある significa infatti “avere la tendenza a…” e viene normalmente utilizzato per indicare una tendenza o una caratteristica considerata negativamente. È una costruzione sostenuta, fortemente associata alla lingua scritta, e non viene normalmente utilizzata per semplici fenomeni naturali.
La differenza rispetto a ~ものがある è sostanziale:
彼は他人の意見を軽視するきらいがある。
Ha la tendenza a sottovalutare le opinioni degli altri.
La frase descrive un comportamento ricorrente, una propensione che il parlante riconosce nel soggetto.
彼の他人に対する態度には、納得できないものがある。
C’è qualcosa nel suo atteggiamento verso gli altri che non riesco ad accettare.
Qui non viene necessariamente affermata alcuna tendenza abituale. Il parlante formula invece una valutazione su una qualità che percepisce nell’atteggiamento.
Il contrasto può quindi essere riassunto così:
~きらいがある → X tende abitualmente a comportarsi o essere in un certo modo, generalmente negativo
~ものがある → in X il parlante riconosce una certa qualità, impressione o effetto
È significativo che ~きらいがある possa comparire anche in testi critici reali per indicare una tendenza generale, per esempio quando si osserva che l’attenzione internazionale verso il cinema giapponese tende a concentrarsi eccessivamente su un singolo regista.
Le diverse costruzioni occupano quindi aree semanticamente vicine, ma organizzano la valutazione secondo prospettive differenti.
~ところがある individua un lato o una caratteristica parziale del referente.
~面がある ne isola un aspetto o una dimensione.
~気がする/~感じがする mette in primo piano la sensazione del parlante.
~ものを感じる rende esplicito l’atto di percepire una determinata qualità.
~きらいがある descrive una tendenza, generalmente negativa e ricorrente.
~ものがある occupa invece una posizione particolare: la percezione nasce dal parlante, ma la qualità percepita viene trasformata attraverso もの in “qualcosa” e presentata attraverso がある come presente nel referente stesso.
È proprio questa combinazione fra percezione soggettiva e rappresentazione esistenziale della qualità a distinguere ~ものがある dalle strutture che possono, a seconda del contesto, produrre traduzioni italiane molto simili.
Esempi d’uso
彼女の歌声には、一度聞くと忘れられないものがある。
この映画のラストには、何度見ても考えさせられるものがある。
彼の説明には、どうしても納得できないものがある。
このデザインには、どこか不自然なものがある。
若手選手たちのここ数年の成長には、目を見張るものがある。
長年暮らした町を離れるのは、やはり寂しいものがある。
この仕事を一人ですべて引き受けるのは、かなり厳しいものがある。
彼の文章には、読者を最後まで引き込むものがある。
彼の客に対する態度には、どうも不誠実なものがある。
昨日の講演には、これからの教育について深く考えさせられるものがあった。
Conclusioni
~ものがある è una di quelle costruzioni che diventano molto più semplici quando si smette di cercare una traduzione italiana fissa e si osserva invece il modo in cui il giapponese costruisce la valutazione.
Formule come “c’è qualcosa di…”, “si avverte…”, “ha un che di…”, “presenta qualcosa di…” o “dà una certa impressione” possono essere tutte traduzioni corrette in determinati contesti, ma nessuna coincide da sola con il significato di ~ものがある.
La struttura acquista infatti il proprio valore dall’interazione fra i suoi elementi: ciò che precede もの ne definisce la qualità, もの consente di concepirla come “qualcosa” dotato di una certa consistenza concettuale, mentre がある ne presenta la presenza.
Questa interpretazione non è soltanto un modo didatticamente conveniente di spiegare la costruzione. Lo studio specificamente dedicato a 「ものがある」 sottolinea che もの mantiene, anche come nome formale, una componente semantica legata alla maggiore concretezza di 物・者 e che, quando la costruzione si combina con espressioni emotive o valutative, dal normale significato esistenziale può svilupparsi proprio la lettura di 「特別な何かがある」, “c’è qualcosa di particolare”.
La Japan Foundation riconduce più in generale a questa origine concreta di もの la sua capacità di rappresentare ciò che viene concepito come maggiormente percepibile rispetto all’astrattezza tipica di こと.
Per questo, davanti a:
彼の話には、人を引きつけるものがある。
non è particolarmente utile partire da una formula come “ものがある significa avere l’impressione che…”.
È più produttivo leggere prima la frase quasi letteralmente:
人を引きつけるもの “qualcosa che attira le persone”
e poi:
彼の話には[人を引きつけるもの]がある “nel suo modo di parlare c’è [qualcosa che attira le persone]”.
A quel punto diventa evidente come dalla normale struttura esistenziale emerga la sfumatura valutativa: il parlante riconosce nel modo di parlare di quella persona una qualità capace di produrre un determinato effetto.
Questo modo di procedere è particolarmente utile anche in lettura. Quando si incontra ~ものがある, conviene innanzitutto chiedersi che cosa sta modificando もの. Il verbo o l’aggettivo che lo precede contiene infatti quasi sempre la chiave della valutazione:
目を見張るものがある → qualcosa che fa spalancare gli occhi → una qualità notevole, impressionante
納得できないものがある → qualcosa che non si riesce ad accettare → un elemento che suscita disaccordo o perplessità
不自然なものがある → qualcosa di innaturale → una qualità percepita come anomala
寂しいものがある → qualcosa di triste / qualcosa che produce tristezza → una reazione emotiva nei confronti della situazione
Le descrizioni grammaticali giapponesi confermano questa forte affinità della costruzione con espressioni di emozione e valutazione, mentre altre fonti la descrivono attraverso configurazioni come AにはBものがある, nelle quali B rappresenta una proprietà o caratteristica riconosciuta in A.
Un secondo accorgimento pratico consiste nel non interpretare automaticamente もの come “cosa” concreta.
Confrontiamo:
机の上に昨日買ったものがある。
Sul tavolo c’è una cosa che ho comprato ieri.
彼の考え方には納得できないものがある。
C’è qualcosa nel suo modo di pensare che non riesco ad accettare.
Nella prima frase もの sostituisce realmente un referente concreto o comunque identificabile: “ciò che ho comprato”. Nella seconda non si sta cercando un oggetto chiamato もの. Ciò che viene reso nominalmente attraverso もの è la qualità valutativa espressa da 納得できない.
Un buon criterio interpretativo consiste quindi nel chiedersi:
“もの sta indicando qualcosa che potrei identificare concretamente, oppure sta dando forma a una qualità, un’impressione, una reazione o un effetto?”
Nel secondo caso, soprattutto davanti a configurazioni come Nには~ものがある o Vのは~ものがある, è molto probabile che ci troviamo davanti all’uso grammaticale analizzato in questo articolo. La struttura AにはBものがある è infatti espressamente indicata nelle descrizioni della costruzione come uno dei suoi schemi rappresentativi.
È altrettanto importante evitare un altro automatismo: ~ものがある non significa necessariamente “c’è vagamente qualcosa di…”.
La parafrasi 「なんとなく~だと感じられる」, spesso utilizzata per introdurre la costruzione agli studenti, descrive bene alcuni casi, soprattutto quando il parlante avverte una caratteristica senza individuarne con precisione la causa.
彼の説明には、どこか不自然なものがある。
C’è qualcosa di innaturale nella sua spiegazione.
Qui una certa indeterminatezza è effettivamente presente.
Ma la stessa costruzione può esprimere una valutazione fortissima:
彼女のここ数年の成長には、目を見張るものがある。
La sua crescita negli ultimi anni è davvero impressionante.
~ものがある è usata infatti anche come espressione di giudizio forte e non soltanto come percezione vaga.
La vaghezza deve quindi essere considerata un possibile effetto contestuale, non il significato grammaticale fondamentale. Ciò che rimane costante è un altro elemento: la qualità non viene semplicemente predicata di X, ma viene rappresentata come qualcosa che il parlante riconosce in X.
È per questo che:
彼の説明は不自然だ。
La sua spiegazione è innaturale.
e:
彼の説明には不自然なものがある。
C’è qualcosa di innaturale nella sua spiegazione.
non sono semplicemente una versione “forte” e una versione “debole” dello stesso enunciato.
La prima frase classifica direttamente la spiegazione come 不自然.
La seconda presenta invece l’innaturalità come una proprietà che emerge dalla spiegazione e che il parlante vi riconosce.
Questa differenza è fondamentale anche quando si vuole usare attivamente ~ものがある. Non conviene ricorrervi ogni volta che in italiano diremmo “mi sembra”, “trovo che” oppure “è abbastanza…”.
Se l’obiettivo è semplicemente attribuire una caratteristica in maniera diretta, un normale predicato è spesso più naturale:
この映画は面白い。 “Questo film è interessante.”
彼は頑固だ。 “Lui è testardo.”
この仕事は難しい。 “Questo lavoro è difficile.”
~ものがある diventa invece particolarmente efficace quando il parlante vuole comunicare qualcosa di leggermente diverso:
“osservando questa cosa, riconosco in essa una certa qualità.”
この映画には、見る人を最後まで引きつけるものがある。
Questo film ha qualcosa che tiene lo spettatore incollato fino alla fine.
Non viene semplicemente assegnata l’etichetta 面白い al film. Il parlante descrive l’effetto che una qualità presente nell’opera produce su chi la guarda.
È precisamente questa prospettiva a spiegare perché ~ものがある si adatti così bene a recensioni, commenti critici, analisi, valutazioni di prestazioni, riflessioni su comportamenti e situazioni e, più in generale, a contesti nei quali il parlante non vuole limitarsi a reagire, ma desidera formulare ciò che ha ricavato dall’osservazione o dall’esperienza di qualcosa.
Il registro della costruzione viene infatti descritto come relativamente 硬い, “sostenuto”, e la forma è particolarmente compatibile con un discorso riflessivo o valutativo.
Questo non significa che sia vietata nella conversazione. Significa piuttosto che, nella scelta fra:
すごい! “È incredibile!”
e:
目を見張るものがある。 “C’è davvero qualcosa di impressionante.”
la seconda formulazione implica normalmente una postura comunicativa più riflessiva. Il parlante non sta soltanto manifestando una reazione: sta trasformando quella reazione in un giudizio sul referente.
Un’altra osservazione pratica riguarda la traduzione. Con ~ものがある è generalmente meglio tradurre il significato della frase intera piuttosto che preservare a ogni costo “c’è qualcosa”.
彼の態度には納得できないものがある。
può essere reso molto naturalmente come:
“C’è qualcosa nel suo atteggiamento che non riesco ad accettare.”
Ma:
最近の彼女の成長には目を見張るものがある。
non richiede necessariamente:
“Nella sua crescita recente c’è qualcosa che fa spalancare gli occhi.”
Una traduzione come:
“La sua crescita recente è davvero impressionante.”
può essere molto migliore in italiano, purché si tenga presente che nell’originale giapponese la valutazione è costruita attraverso la presenza di una qualità, non attraverso una predicazione diretta.
Analogamente:
長年住んだ町を離れるのは寂しいものがある。
non deve essere forzato in un innaturale “c’è qualcosa di triste nel lasciare…”. A seconda del contesto, può essere più naturale:
“Lasciare la città in cui si è vissuti per tanti anni lascia un certo senso di tristezza.”
Comprendere ~ものがある significa quindi anche imparare a separare il meccanismo grammaticale dalla sua resa nella propria lingua.
Infine, è utile collocare questa costruzione nel quadro più ampio degli usi di もの. ~ものがある mostra con particolare chiarezza perché もの non possa essere trattato semplicemente come una parola che, nelle costruzioni grammaticali, perde arbitrariamente il proprio significato originale.
La Japan Foundation osserva che molti usi grammaticali di もの continuano a essere spiegabili a partire dal rapporto di questo nome con qualcosa di concepito come relativamente concreto e percepibile.
In ~ものがある questa continuità è quasi visibile:
una qualità viene descritta → もの le dà una forma concettuale → がある ne presenta la presenza.
Da qui nasce la sfumatura complessiva della costruzione.
Non semplicemente:
“X è così.”
E neppure necessariamente:
“forse X è così.”
Ma piuttosto:
“in X c’è qualcosa che mi porta a riconoscere questa qualità.”
È questa prospettiva a tenere insieme usi apparentemente molto diversi come 人を引きつけるものがある, 不自然なものがある, 納得できないものがある, 寂しいものがある e 目を見張るものがある: ciò che cambia è la qualità percepita, la sua intensità e la reazione del parlante; ciò che rimane invariato è il modo in cui quella qualità viene linguisticamente resa presente.
Ed è proprio questo il punto più importante da conservare quando si incontra o si vuole utilizzare ~ものがある: non cercare innanzitutto “che cosa significa ものがある?”, ma chiedersi “che cosa il parlante sta presentando come qualcosa che esiste nel referente?”.
Una volta individuato quell’elemento, il significato della costruzione tende a diventare molto più trasparente.
Bibliografia essenziale
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毎日のんびり日本語教師, 「N2文法 ~ものがある」. 毎日のんびり日本語教師
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国際交流基金 (The Japan Foundation), 『いろどり 生活の日本語 初中級』第14課 — per il confronto con ~ところがある. Irodori – The Japan Foundation