~させてもらう (sasete morau): significato, uso e grammatica Come esprimere permesso, beneficio e “mi permetto di…” in giapponese con la forma causativa + もらう
Categoria: Giapponese di nicchia
Che cosa significa ~させてもらう in giapponese, come si usa e perché può esprimere sia il permesso sia l’idea di “mi permetto di…”?
~させてもらう (sasete morau) è una costruzione con cui chi parla presenta una propria azione come qualcosa che può compiere grazie al permesso, alla concessione o comunque all’intervento favorevole di un’altra persona.
Per questo viene spesso tradotta con espressioni come “farsi permettere di…”, “avere il permesso di…” o “poter fare qualcosa grazie a qualcuno”. Molto spesso la si può ascoltare tradotta come “mi permetto di…”, nel senso di compiere una determinata azione col permesso di qualcuno.
Tuttavia, nessuna di queste traduzioni rende da sola tutta la sfumatura dell’originale.
Il punto essenziale è infatti che ~させてもらう non descrive semplicemente un’azione compiuta dopo aver ricevuto un’autorizzazione. Il parlante presenta quella possibilità stessa come qualcosa che riceve dall’altra parte e di cui beneficia: l’azione rimane sua, ma viene inquadrata come resa possibile dalla disponibilità, dal consenso o dalle circostanze create da qualcun altro.
Questa componente “benefattiva” deriva direttamente da もらう, verbo che nelle costruzioni di dare e ricevere colloca il punto di vista dalla parte di chi riceve un’azione o un beneficio.
Nelle costruzioni in cui è presente il verbo もらう (ricevere) sotto forma di ausiliare, si parla infatti di “ricevere un benefit da qualcuno”.
Per capire perché il giapponese ricorra proprio a una forma apparentemente causativa, bisogna però tornare brevemente a ~(さ)せる. La forma causativa non serve soltanto a dire che qualcuno costringe un’altra persona a fare qualcosa: può anche indicare che qualcuno lascia, permette o consente a un’altra persona di agire.
La Japan Foundation distingue esplicitamente questi due valori, “costrizione” e “permesso”, all’interno della stessa forma causativa.
È da questo secondo valore che nasce ~させてもらう. La struttura può essere analizzata come:
verbo alla forma causativa in ~(さ)せて + もらう
ma l’unione delle due parti produce qualcosa di più della loro semplice somma.
Con ~(さ)せる, l’azione viene rappresentata come dipendente dall’intervento o dalla volontà di un’altra persona; con もらう, quell’intervento viene contemporaneamente presentato dal punto di vista di chi ne beneficia.
Il risultato è quindi, nel suo significato più profondo: “compiere una mia azione grazie al fatto che qualcun altro mi mette nella condizione di poterla compiere”. È per questo che nella costruzione il soggetto non è una persona passivamente costretta ad agire, ma rimane l’agente attivo dell’azione, pur riconoscendo nell’altra parte la fonte della possibilità che gli è stata concessa.
Proprio questo rapporto con la causativa collega ~させてもらう agli altri usi di ~させて, compreso il suo uso emotivo: la base grammaticale è la stessa, ma cambia radicalmente il modo in cui viene costruito il rapporto tra chi agisce e chi rende possibile l’azione.
In ~させてもらう, l’aggiunta di もらう introduce la prospettiva della ricezione di un beneficio, ed è da questa prospettiva che derivano le sue caratteristiche pragmatiche: richiesta o riconoscimento di un permesso, gratitudine, deferenza e, in determinati contesti, una particolare attenzione nel presentare una propria decisione come non completamente unilaterale.
La corrispondente forma cortese ~させていただく porta questa logica ancora più in evidenza.
~させてもらう (sasete morau): significato, uso e sfumature di permesso
La costruzione ~させてもらう esprime, nel suo significato fondamentale, il compimento di un’azione da parte del soggetto grazie al permesso, alla concessione o alla disponibilità di qualcun altro.
La persona che usa ~させてもらう è quindi quella che compie l’azione, ma sceglie di non presentarla come un atto del tutto autonomo: la rappresenta invece come qualcosa che ha potuto fare perché un’altra persona le ha lasciato, consentito o reso possibile farlo.
先生に少し早く帰らせてもらった。
Il professore mi ha permesso di andare via un po’ prima.
In questa frase è il parlante a tornare a casa, non il professore. Tuttavia, invece di limitarsi a dire 早く帰った (“sono andato via prima”), il parlante presenta la propria azione attraverso il rapporto con 先生: è grazie al suo consenso che ha potuto compierla.
La sfumatura di ~させてもらう nasce dall’interazione di due elementi grammaticali distinti:
forma causativa in ~(さ)せる + もらう
La forma causativa ~(さ)せる non esprime infatti soltanto imposizione o costrizione. A seconda del contesto, può indicare anche che qualcuno lascia o permette a un’altra persona di compiere un’azione. È questo valore permissivo della causativa a costituire la base semantica più importante di ~させてもらう.
A questo si aggiunge もらう, verbo di ricezione che, quando segue la forma in て di un verbo, permette di rappresentare un’azione o una situazione dal punto di vista di chi ne riceve un beneficio.
Le costruzioni in ~てもらう non descrivono dunque una semplice successione di eventi, ma introducono la prospettiva di chi considera favorevole, utile o comunque apprezzabile ciò che un’altra persona fa per lui.
In ~させてもらう le due prospettive si sovrappongono:
qualcuno mi lascia fare X → io ricevo il beneficio di poter fare X
È proprio questo passaggio a spiegare perché una traduzione come “ricevere il permesso di fare” sia corretta ma non sempre sufficiente. ~させてもらう non segnala soltanto l’esistenza oggettiva di un’autorizzazione: presenta la possibilità di compiere l’azione come qualcosa che il soggetto riceve favorevolmente dall’altra parte.
先輩に大きな仕事を任せてもらった。
Il mio senpai mi ha affidato un incarico importante.
先輩に大きな仕事を担当させてもらった。
Il mio senpai mi ha dato la possibilità di occuparmi di un incarico importante.
La differenza è significativa. In una normale costruzione in ~てもらう, ciò che viene “ricevuto” è l’azione compiuta dall’altra persona. Con ~させてもらう, invece, ciò che viene ricevuto è, in senso più astratto, la possibilità di compiere personalmente l’azione.
Questo contrasto diventa particolarmente evidente confrontando due frasi costruite sullo stesso verbo:
友達に手伝ってもらった。
Un amico mi ha aiutato.
友達に手伝わせてもらった。
Il mio amico mi ha lasciato aiutare / Mi ha dato la possibilità di aiutarlo.
Nel primo caso è 友達 (tomodachi) a compiere 手伝う (tetsudau, “aiutare”): il parlante riceve direttamente la sua azione come beneficio.
Nel secondo è invece il parlante stesso a compiere 手伝う. Ciò che riceve dall’amico non è l’azione di aiutare, ma il consenso o l’opportunità di poterla compiere.
Per questo motivo ~させてもらう può essere considerato una costruzione in cui causatività e beneficio convergono sullo stesso evento: il soggetto è contemporaneamente la persona che agisce e quella che beneficia del fatto di poter agire.
Questa prospettiva spiega anche perché ~させてもらう abbia spesso una sfumatura di riconoscimento nei confronti dell’altra parte. Il parlante evita di rappresentare la propria azione come completamente indipendente e riconosce, almeno linguisticamente, che essa dipende dal consenso, dalla collaborazione o dalla situazione resa possibile da qualcun altro.
Le espressioni di dare e ricevere in ~てもらう possono infatti veicolare, oltre a un beneficio concreto, anche gratitudine e considerazione nei confronti dell’altra persona.
~させてもらう nel dialogo: “con il tuo permesso…” e “mi permetto di…”
Non è necessario che esista sempre un vero e proprio permesso esplicito, formulato in precedenza con parole come “sì, puoi farlo”. Il nucleo originario della costruzione è quello di un’azione resa possibile dall’altra parte, ma nella lingua reale ~させてもらう può anche essere usato quando il consenso è implicito, dato per acquisito o semplicemente presentato come tale.
Un uso particolarmente importante di ~させてもらう compare infatti quando il parlante si rivolge direttamente alla persona interessata e presenta ciò che sta per fare come un’azione compiuta con il suo consenso, la sua comprensione o la sua disponibilità.
Qui il parlante non sta necessariamente raccontando di aver ricevuto formalmente un’autorizzazione. Attraverso ~させてもらう, presenta comunque la propria decisione di andarsene come qualcosa che avviene tenendo conto dell’altra persona e della sua accettazione, anziché formularla come il più netto 先に帰る (“me ne vado prima”).
Lo stesso meccanismo può arrivare a essere sfruttato per introdurre una propria presa di posizione:
言わせてもらうけど、それは間違っていると思う。
Lasciamelo dire, ma penso che sia sbagliato.
Anche in questo caso il parlante è colui che vuole parlare e che di fatto decide di farlo. La forma ~させてもらう continua però a inquadrare retoricamente la sua azione come qualcosa che gli viene concesso di fare.
Il significato concreto di “permesso ricevuto” passa così in secondo piano, mentre rimane la prospettiva fondamentale della costruzione: la propria azione viene presentata in relazione all’altra parte, invece che come un atto completamente autonomo.
In questi casi la costruzione non serve a raccontare un permesso ricevuto in precedenza, ma accompagna l’azione o la decisione del parlante nel momento stesso in cui questa viene comunicata. In italiano può quindi corrispondere, a seconda del contesto, a espressioni come “con il tuo permesso…”, “se non ti dispiace…”, “mi permetto di…” o “lasciami…”.
じゃあ、先に帰らせてもらうね。
Allora, se non ti dispiace, me ne vado prima.
Qui il parlante non sta dicendo di avere precedentemente ricevuto un’autorizzazione esplicita. Sta annunciando direttamente la propria intenzione di andarsene, ma evita di presentarla come un’azione completamente indipendente dall’interlocutore.
Il contrasto con una formulazione più semplice rende bene la differenza:
じゃあ、先に帰るね。
Allora, me ne vado prima.
じゃあ、先に帰らせてもらうね。
Allora, se non ti dispiace, me ne vado prima.
In entrambi i casi è il parlante a decidere e a compiere l’azione. Con ~させてもらう, tuttavia, egli la presenta come qualcosa che fa contando sull’accettazione dell’altra persona.
Lo stesso meccanismo compare quando il parlante prende l’iniziativa di svolgere personalmente un’attività:
じゃあ、私から説明させてもらうね。
Allora, se non ti dispiace, comincio io a spiegare.
ちょっと中を見させてもらうね。
Do un’occhiata dentro, se non ti dispiace.
ここに座らせてもらうよ。
Mi permetto di sedermi qui.
In queste frasi ~させてもらう non costituisce grammaticalmente una domanda. Il parlante annuncia ciò che farà, ma lo presenta come un’azione la cui possibilità viene riconosciuta come dipendente, almeno in qualche misura, dall’altra parte.
Particolarmente comune e significativo è l’uso con 言う e con altri verbi che introducono la presa di parola:
ちょっと言わせてもらうけど、それは違うと思う。
Permettimi di dirlo, ma credo che sia sbagliato.
私にも一言言わせてもらうよ。
Lascia che dica una cosa anch’io.
In casi come questi, la nozione concreta di “ricevere il permesso” può passare fortemente in secondo piano. Il parlante non necessariamente aspetta che l’interlocutore gli conceda davvero il diritto di parlare: presenta retoricamente il proprio intervento come qualcosa che gli viene lasciato fare, pur prendendo di fatto la parola di propria iniziativa.
Per questo 言わせてもらう può anche introdurre un’affermazione decisa, una critica o un’obiezione. La presenza di ~させてもらう non rende automaticamente l’enunciato remissivo: la costruzione mantiene la prospettiva del consenso dell’altra parte, ma può essere utilizzata anche mentre il parlante rivendica con fermezza il proprio spazio d’azione.
Questo uso va distinto dalla richiesta esplicita di permesso, nella quale il parlante non si limita ad annunciare ciò che farà, ma domanda effettivamente all’interlocutore se può farlo.
ちょっとこの電話を使わせてもらってもいい?
Posso usare un attimo questo telefono?
今日は少し早く帰らせてもらってもいいですか。
Potrei andare via un po’ prima oggi?
Il contrasto può essere schematizzato così:
帰らせてもらう。
→ Con il tuo permesso / se non ti dispiace, me ne vado.
帰らせてもらってもいい?
→ Posso andare via?
Nel primo caso il parlante presenta la propria azione come svolta contando sul consenso dell’altro; nel secondo chiede esplicitamente che quel consenso gli venga accordato.
~させてもらう non serve quindi soltanto a riferire che qualcuno ha consentito al soggetto di compiere un’azione. Nel dialogo può diventare uno strumento con cui il parlante colloca una propria iniziativa all’interno del rapporto con l’interlocutore, presentandola come qualcosa che compirà con il suo assenso, la sua comprensione o la sua disponibilità.
La traduzione “ricevere il permesso di fare” descrive dunque bene il nucleo grammaticale di ~させてもらう, ma nella conversazione la costruzione può funzionare in maniera più ampia: può raccontare un permesso ricevuto, chiedere che una possibilità venga concessa oppure, molto frequentemente, presentare direttamente una propria azione come svolta con il consenso, la comprensione o la disponibilità dell’interlocutore.
Questa possibilità di estensione è particolarmente evidente nella forma cortese ~させていただく.
L’Agenzia per gli Affari Culturali individua come condizioni fondamentali di quest’ultima il fatto di compiere un’azione con il permesso di un’altra persona e di riceverne un beneficio, ma osserva anche che l’uso si è ampliato a situazioni nelle quali tali condizioni vengono linguisticamente trattate come presenti anche quando non lo sono in senso stretto.
Il significato di ~させてもらう può quindi essere rappresentato, in forma schematica, come:
“qualcuno mi lascia / mi consente di fare X” + “io ricevo favorevolmente questa possibilità”
e, per estensione:
“presento il mio fare X come qualcosa che posso compiere con il consenso o grazie alla disponibilità dell’altra parte”.
È questa seconda componente a rendere ~させてもらう molto più di una semplice forma causativa. La costruzione non descrive soltanto chi permette a chi di fare cosa, ma organizza l’intero evento dal punto di vista della persona che agisce e che, nello stesso tempo, presenta la propria possibilità di agire come qualcosa di ricevuto.
Descrizione grammaticale e regole di formazione
Dal punto di vista grammaticale, ~させてもらう non costituisce un unico suffisso aggiunto direttamente al verbo, ma nasce dalla combinazione di due costruzioni successive:
verbo → forma causativa ~(さ)せる → forma in て ~(さ)せて + もらう
Il primo elemento appartiene quindi al sistema della causativa giapponese, mentre もらう funziona come verbo ausiliare di ricezione all’interno di una costruzione di 授受 (juju, “dare e ricevere”).
La letteratura definisce infatti forme come ~させてもらう costruzioni di 使役授受, cioè strutture nelle quali una forma causativa viene combinata con un verbo di dare o ricevere.
Per questo motivo, una rappresentazione più precisa della costruzione è:
V-(さ)せて + もらう
La parentesi in ~(さ)せてもらう è importante. Non tutti i verbi ricevono infatti direttamente させる: con i verbi godan compare ~せる dopo la base in a, mentre con i verbi ichidan compare ~させる. La formazione segue le normali regole della causativa giapponese.
| Tipo di verbo | Regola di formazione | Forma causativa | ~(さ)せてもらう |
|---|---|---|---|
| Verbi godan | Sillaba finale → serie in a | 書く → 書かせる 読む → 読ませる 話す → 話させる 待つ → 待たせる 買う → 買わせる | 書かせてもらう 読ませてもらう 話させてもらう 待たせてもらう 買わせてもらう |
| Verbi ichidan | Eliminare る | 食べる → 食べさせる 見る → 見させる | 食べさせてもらう 見させてもらう |
| する | Forma irregolare | する → させる | させてもらう |
| 来る | Forma irregolare | 来る → 来させる | 来させてもらう |
Nel caso dei verbi godan terminanti in う, la base causativa contiene わ, non あ:
買う → 買わせる → 買わせてもらう
Una volta ottenuta la forma causativa, questa viene trattata come un normale verbo ichidan: ~せる / ~させる diventa quindi ~せて / ~させて, al quale viene aggiunto もらう.
読む → 読ませる → 読ませて → 読ませてもらう
leggere → far/lasciar leggere → essere lasciato (libero di…) leggere / avere la possibilità di leggere
食べる → 食べさせる → 食べさせて → 食べさせてもらう
mangiare → far/lasciar mangiare → essere lasciato (libero di…) mangiare / avere la possibilità di mangiare
È quindi importante non interpretare させてもらう come se させ fosse invariabile. Con un verbo godan come 書く, per esempio, la forma standard è:
書かせてもらう
avere la possibilità / il permesso di scrivere
e non:
× 書かさせてもらう
La notazione ~(さ)せてもらう serve proprio a rappresentare questa alternanza morfologica.
Dal punto di vista sintattico, la costruzione presenta inoltre una caratteristica fondamentale: il soggetto grammaticale di ~させてもらう coincide normalmente sia con la persona che compie concretamente l’azione espressa dal verbo, sia con la persona che riceve il beneficio o la possibilità di compierla.
La persona dalla quale proviene il consenso, la concessione o l’intervento favorevole viene invece normalmente marcata con に. Questa sovrapposizione tra 動作主体, “agente dell’azione”, e 恩恵の受け手, “destinatario del beneficio”, è una delle proprietà strutturali distintive di ~させてもらう.
La struttura prototipica può quindi essere rappresentata così:
A は/が B に X を V-(さ)せてもらう
dove:
A = persona che compie l’azione e ne beneficia B = persona dalla quale proviene il permesso, la concessione o l’intervento favorevole X = eventuale oggetto del verbo V = azione compiuta da A
私は先生にこの本を読ませてもらった。
Il professore mi ha permesso di leggere questo libro.
La struttura interna è:
私 = persona che legge + beneficiario 先生 = persona dalla quale proviene il consenso この本 = oggetto di 読む 読む = azione effettivamente compiuta da 私
Questo punto diventa particolarmente chiaro mettendo a confronto una normale frase causativa con ~させてもらう:
先生が私にこの本を読ませた。
Il professore mi ha fatto / lasciato leggere questo libro.
私は先生にこの本を読ませてもらった。
Il professore mi ha permesso di leggere questo libro / Ho avuto la possibilità di leggerlo grazie al professore.
Nella prima frase, 先生 è il soggetto grammaticale della causativa e 私 è la persona che viene messa nella condizione di leggere.
Con ~させてもらう, invece, la prospettiva sintattica viene riorganizzata: 私 diventa il soggetto, perché è contemporaneamente la persona che compie 読む e quella che riceve come beneficio la possibilità di farlo; 先生 viene invece espresso con に come fonte dell’intervento che rende possibile l’azione.
Un’analisi dell’Università di Osaka mette esplicitamente in evidenza questo rovesciamento dei ruoli confrontando la causativa semplice con ~させてもらう.
Lo stesso schema vale con un verbo intransitivo, nel qual caso naturalmente non compare alcun oggetto in を:
私は先生に先に帰らせてもらった。
Il professore mi ha permesso di andare via prima.
私 è sia la persona che compie 帰る sia quella che beneficia della possibilità di farlo; 先生 rappresenta invece la fonte del consenso.
È importante osservare che questa configurazione è diversa da quella della normale costruzione ~てもらう.
私は田中さんに資料を送ってもらった。
Tanaka mi ha mandato il materiale.
Qui il soggetto 私 riceve il beneficio, ma non compie l’azione di 送る: è 田中さん a mandare il materiale. Nella costruzione ~てもらう, infatti, il soggetto rappresenta tipicamente il destinatario dell’azione favorevole compiuta dalla persona marcata con に. La Japan Foundation descrive proprio ~てもらう come una costruzione organizzata dalla prospettiva di chi riceve un’azione o un beneficio.
Con ~させてもらう avviene invece qualcosa di grammaticalmente particolare:
私は田中さんに資料を送らせてもらった。
Tanaka mi ha permesso di inviare il materiale.
Adesso 送る viene compiuto da 私, non da 田中さん.
Si può quindi schematizzare la differenza nel modo seguente:
V-てもらう B compie V → A ne riceve il beneficio
V-(さ)せてもらう B rende possibile V → A compie V → A beneficia della possibilità di compierlo
È proprio questa diversa distribuzione dei ruoli a distinguere grammaticalmente ~させてもらう dal semplice ~てもらう. Nell’analisi accademica delle costruzioni causativo-benefattive, ~てもらう viene descritto come una struttura nella quale il soggetto beneficia dell’azione compiuta da un altro partecipante, mentre in ~させてもらう il soggetto è contemporaneamente agente dell’azione e destinatario del beneficio.
Un’altra conseguenza importante della struttura è che ~(さ)せて rimane fissato nella forma in て, mentre è もらう, in quanto elemento finale del predicato, a ricevere normalmente le modificazioni di tempo, negazione, cortesia, desiderio o possibilità.
Partendo da:
参加させてもらう。
Mi lasciano partecipare / Ho la possibilità di partecipare.
si possono quindi ottenere:
参加させてもらった。
Mi hanno lasciato partecipare / Ho avuto la possibilità di partecipare.
参加させてもらいます。
Parteciperò con il loro consenso / Mi permetteranno di partecipare.
参加させてもらえない。
Non riesco a ottenere il permesso di partecipare / Non mi lasciano partecipare.
参加させてもらいたい。
Vorrei che mi lasciassero partecipare / Vorrei avere la possibilità di partecipare.
La parte causativa 参加させて non cambia: sono invece もらう → もらった, もらいます, もらえる, もらいたい e così via a esprimere le diverse categorie grammaticali. Questo comportamento deriva dal fatto che la costruzione appartiene al più generale modello V-て + verbo di 授受, nel quale il secondo verbo costituisce l’elemento finale del predicato.
Naturalmente, come accade molto spesso in giapponese, i partecipanti che risultano evidenti dal contesto possono non essere espressi. La Japan Foundation sottolinea in generale quanto le costruzioni causative utilizzate nella conversazione reale possano apparire con numerosi elementi sottintesi.
Per esempio:
今日は少し早く帰らせてもらうね。
Oggi me ne vado un po’ prima, se per te va bene.
Questa frase non contiene né 私 né la persona da cui dipende il consenso. La struttura sottostante rimane però quella di:
(私は)(あなた/会社などに)少し早く帰らせてもらう
Il fatto che alcuni elementi non vengano pronunciati non modifica quindi i rapporti grammaticali fondamentali della costruzione.
Va infine evitata una possibile confusione terminologica: ~させてもらう contiene una forma causativa, non una forma causativo-passiva. La causativo-passiva viene costruita invece con ~(さ)せられる e rappresenta grammaticalmente la persona che subisce l’imposizione di compiere un’azione:
私は先生に本を読ませられた。
Il professore mi ha costretto a leggere un libro.
私は先生に本を読ませてもらった。
Il professore mi ha permesso di leggere un libro.
Le due costruzioni possono sembrare superficialmente affini perché entrambe modificano la relazione tra due partecipanti e l’azione, ma la loro architettura grammaticale è diversa: ~(さ)せられる appartiene alla causativo-passiva, mentre ~(さ)せてもらう combina causativa e costruzione benefattiva in ~てもらう.
È proprio questa seconda struttura — causativa + ricezione del beneficio — che permette a ~させてもらう di rappresentare una situazione particolarmente specifica: il soggetto non riceve da qualcun altro l’azione stessa, come accade con ~てもらう, ma riceve dall’altra parte la possibilità di essere lui stesso a compierla.
Anche il confronto con ~させられる è particolarmente utile perché le due costruzioni condividono la stessa base causativa ~(さ)せる, ma collocano il soggetto in una posizione profondamente diversa rispetto alla causa esterna.
Con ~させてもらう, il soggetto rimane l’agente attivo dell’azione e presenta la possibilità di compierla come qualcosa ricevuto favorevolmente dall’altra parte. Con ~させられる, invece, l’aggiunta del passivo sposta la prospettiva sul soggetto che subisce l’effetto della causazione.
Questa differenza diventa ancora più interessante nell’uso emotivo di ~させられる, dove l’intervento esterno non consiste necessariamente in un’imposizione concreta, ma può essere uno stimolo che porta involontariamente il soggetto a pensare, commuoversi, sorprendersi o reagire emotivamente.
Contesto d’uso e registro
~させてもらう non appartiene a un unico registro. La costruzione può comparire tanto nella conversazione informale quanto in situazioni professionali e formali, ma il modo in cui viene flesso もらう e il rapporto tra parlante e interlocutore cambiano sensibilmente il grado di cortesia e la sfumatura dell’espressione.
Nella sua forma semplice, ~させてもらう non è propriamente una forma onorifica. È particolarmente naturale tra amici, familiari, colleghi con cui esiste una certa familiarità o, più in generale, quando non è necessario marcare una particolare distanza sociale.
じゃあ、今日は車を使わせてもらうね。
Allora oggi, se per te va bene, uso io la macchina.
Il parlante riconosce che l’uso dell’auto dipende dalla disponibilità o dal consenso dell’altra persona, ma もらう rimane nella forma piana. L’aggiunta di ね rafforza inoltre il carattere interpersonale dell’enunciato, cercando o presupponendo la condivisione dell’interlocutore.
La stessa costruzione può assumere un registro cortese semplicemente portando もらう alla forma in ~ます:
明日は少し早く帰らせてもらいます。
Domani, se possibile, andrò via un po’ prima.
~させてもらいます è quindi più cortese di ~させてもらう dal punto di vista del rapporto con l’interlocutore, ma mantiene もらう come verbo di ricezione. Può essere usato in conversazioni educate, sul lavoro o con persone con cui non si parla in forma piana, senza raggiungere però il grado di deferenza espresso da ~させていただく.
Il passaggio fondamentale di registro avviene infatti quando もらう viene sostituito dalla sua forma umile いただく:
~させてもらう → ~させていただく
それでは、発表させていただきます。
Allora, con il vostro permesso, procederò con la presentazione.
Il significato di base rimane collegato alla stessa struttura: il parlante compie personalmente l’azione presentandola come resa possibile dall’altra parte. Con いただく, però, questa relazione viene espressa in forma deferente: il parlante abbassa linguisticamente la propria posizione rispetto alla persona dalla quale proviene il consenso, il beneficio o comunque la possibilità di agire.
Per questo ~させていただく è particolarmente frequente nei rapporti gerarchici, nella comunicazione professionale, nel servizio al cliente, nelle presentazioni pubbliche e nelle situazioni in cui il parlante desidera mostrare esplicitamente deferenza verso l’interlocutore o verso una terza parte.
Il rapporto fra le tre forme può quindi essere rappresentato, in modo generale, come:
~させてもらう
→ forma piana; comune nei rapporti familiari o relativamente informali
~させてもらいます
→ forma cortese; mantiene もらう ma adatta l’enunciato a una conversazione in registro ~ます
~させていただきます
→ forma deferente; presenta l’azione attraverso il valore umile di いただく ed è particolarmente adatta ai contesti formali o gerarchici
Questa differenza di registro non modifica però il principio fondamentale della costruzione. In tutti e tre i casi, l’uso è più naturale quando esiste qualcuno la cui volontà, disponibilità, autorità o collaborazione abbia effettivamente una relazione con la possibilità del parlante di compiere l’azione.
先生に研究室を使わせてもらった。
Il professore mi ha permesso di usare il laboratorio.
Qui la relazione è evidente: il professore si trova nella posizione di consentire l’utilizzo del laboratorio.
Lo stesso vale quando l’altra parte non possiede formalmente un’autorità sul parlante, ma l’azione la riguarda direttamente:
この資料、ちょっと見させてもらうね。
Do un’occhiata a questo materiale, se non ti dispiace.
La persona interpellata può non essere un superiore e non deve necessariamente “autorizzare” formalmente il parlante. È sufficiente che la sua disponibilità o accettazione sia pertinente alla situazione.
Al contrario, ~させてもらう tende a risultare meno motivato quando il parlante descrive un’azione completamente autonoma, sulla quale nessun’altra persona ha un ruolo plausibile.
La differenza non riguarda quindi soltanto la cortesia, ma anche il tipo di relazione che il parlante costruisce linguisticamente con gli altri partecipanti alla situazione. Usando ~させてもらう, egli sceglie di non rappresentare la propria azione come isolata, ma come resa possibile, accettata o favorita da qualcun altro.
Questa caratteristica spiega anche perché la costruzione non debba essere interpretata automaticamente come remissiva. In alcuni contesti, soprattutto quando viene usata nella forma non passata per annunciare un’azione già decisa, ~させてもらう può risultare persino assertivo.
その点については、私から一言言わせてもらう。
Su questo punto, permettimi di dire una cosa.
Formalmente il parlante presenta la possibilità di parlare come qualcosa che gli viene concesso; pragmaticamente, tuttavia, sta già rivendicando il proprio turno e annunciando che esprimerà la propria opinione.
Anche la forma cortese può mantenere questa forza:
その点については、私から一言言わせてもらいます。
Su questo punto, permettetemi di dire una cosa.
L’uso di ~ます rende l’enunciato cortese, ma non trasforma necessariamente la frase in una richiesta timida di autorizzazione. Il contesto, l’intonazione e il verbo scelto possono far emergere una presa di posizione anche molto decisa.
Un discorso particolare riguarda invece ~させていただく. Nel suo uso tipico, la forma deferente è particolarmente appropriata quando il parlante agisce con il permesso dell’altra parte e considera favorevole per sé la possibilità di farlo.
こちらの資料をコピーさせていただいてもよろしいでしょうか。
Potrei avere il permesso di fare una copia di questo materiale?
In questo caso il proprietario del materiale possiede chiaramente la facoltà di concedere o negare l’autorizzazione, e il parlante beneficia del permesso ricevuto.
Nella lingua contemporanea, tuttavia, ~させていただく viene utilizzato anche in contesti nei quali il permesso è molto più astratto o viene semplicemente presupposto.
本日は休業させていただきます。
Oggi resteremo chiusi.
L’attività commerciale non sta necessariamente chiedendo ai clienti un’autorizzazione concreta per chiudere. La formula presenta però la decisione come adottata tenendo conto della relazione con il destinatario, anziché come una decisione completamente unilaterale.
È proprio questa estensione che ha reso ~させていただく estremamente diffuso nella comunicazione formale contemporanea.
Ciò non significa però che sia sempre preferibile a una forma più semplice. Quando non esiste alcun rapporto plausibile di permesso, beneficio o coinvolgimento dell’altra parte, il suo impiego può apparire ridondante o eccessivamente deferente, e una formulazione diretta può risultare più naturale.
Di conseguenza, la scelta fra ~させてもらう, ~させてもらいます e ~させていただく non può essere ridotta a una semplice scala meccanica del tipo informale → cortese → molto cortese.
Bisogna considerare contemporaneamente la distanza sociale, il grado di formalità, il rapporto gerarchico e soprattutto il ruolo che l’altra persona svolge rispetto all’azione del parlante.
Il tratto comune rimane sempre lo stesso: chi usa ~させてもらう sceglie di presentare la propria azione non soltanto come qualcosa che fa, ma come qualcosa che può fare all’interno di una relazione con qualcun altro.
~させてもらう e costruzioni simili: differenze di significato e prospettiva
~させてもらう non è l’unica costruzione giapponese capace di esprimere che qualcuno può compiere un’azione grazie al consenso o alla disponibilità di un’altra persona.
Forme come ~させてくれる, ~させてあげる, ~させてください e ~てもいいですか possono descrivere situazioni molto vicine, ma lo fanno da prospettive grammaticali e pragmatiche differenti.
La distinzione più stretta è quella tra ~させてもらう e ~させてくれる. Le due costruzioni possono riferirsi praticamente allo stesso evento, ma cambiano il punto dal quale esso viene rappresentato.
Nelle espressioni di dare e ricevere, くれる presenta l’azione dal lato di chi compie qualcosa a favore del parlante o di una persona appartenente alla sua sfera, mentre もらう organizza la frase dal punto di vista di chi riceve quell’azione o quel beneficio.
先生は私を早く帰らせてくれた。
Il professore mi ha lasciato andare via prima.
私は先生に早く帰らせてもらった。
Ho avuto il permesso del professore di andare via prima.
L’evento descritto è sostanzialmente lo stesso: 私 compie 帰る e 先生 rende possibile l’azione.
Ciò che cambia è il centro prospettico.
Con:
先生は私を帰らせてくれた
il soggetto è 先生. La frase mette in primo piano l’azione favorevole di chi concede la possibilità: il professore “fa per me” qualcosa lasciandomi andare via.
Con:
私は先生に帰らせてもらった
il soggetto è invece 私. La frase mette in primo piano la ricezione di quella possibilità da parte di chi agisce: sono io che beneficio del fatto di poter andare via.
Questa differenza non è accidentale. Nell’analisi delle costruzioni causativo-benefattive, ~させてくれる e ~させてもらう rappresentano configurazioni strettamente correlate nelle quali cambia la distribuzione sintattica della prospettiva tra chi rende possibile l’azione e chi ne beneficia.
Il contrasto può quindi essere rappresentato schematicamente come:
~させてくれる → qualcuno mi concede di fare X
~させてもらう → io ricevo da qualcuno la possibilità di fare X
A completare questo sistema interviene ~させてあげる, che sposta nuovamente la prospettiva.
私は子どもに好きな本を選ばせてあげた。
Ho lasciato che il bambino scegliesse il libro che preferiva.
Qui il soggetto non riceve il beneficio: è invece colui che concede favorevolmente a un’altra persona la possibilità di compiere l’azione.
Si crea così un sistema particolarmente chiaro:
~させてあげる → il soggetto concede a qualcun altro di fare X
~させてくれる → qualcuno concede a me / alla mia sfera di fare X
~させてもらう → io ricevo da qualcuno la possibilità di fare X
Le tre forme appartengono alla stessa area delle costruzioni causativo-benefattive, ma modificano il punto dal quale viene concettualizzato il rapporto di beneficio.
Lo studio dell’Università di Osaka confronta direttamente ~させてやる/あげる/くれる con le altre strutture causative e mostra come l’aggiunta dei verbi di dare e ricevere introduca precisamente questa dimensione benefattiva.
Un confronto diverso, ma altrettanto importante, è quello tra ~させてもらう e ~させてください.
ぜひ私にも参加させてください。
Per favore, permettete anche a me di partecipare.
Con ~させてください il parlante utilizza direttamente la causativa seguita da ください per chiedere all’altra persona di lasciargli compiere l’azione. La Japan Foundation presenta espressamente ぜひ、参加させてください come uso della causativa attraverso il quale il parlante chiede cortesemente di poter fare qualcosa che desidera fare.
Il rapporto con ~させてもらう è stretto, ma le due costruzioni non hanno la stessa funzione.
少し考えさせてください。
Mi lasci pensare un momento.
少し考えさせてもらうよ。
Lasciami pensare un momento / Mi prendo un momento per pensarci.
Nel primo caso la richiesta è rivolta direttamente all’interlocutore: il parlante gli chiede di lasciargli fare qualcosa.
Nel secondo, invece, il parlante presenta la propria azione dal punto di vista di chi usufruisce della possibilità di compierla. A seconda del contesto, il consenso dell’altra persona può essere realmente richiesto, presupposto oppure semplicemente incorporato nella maniera in cui il parlante presenta la propria decisione.
Per questo una frase come:
じゃあ、今日は先に帰らせてもらうね。
Allora, se non ti dispiace, oggi me ne vado prima.
non equivale esattamente a una richiesta esplicita come:
今日は先に帰らせてください。
Per favore, lasciatemi andare via prima oggi.
La seconda frase chiede direttamente all’interlocutore di concedere qualcosa. La prima presenta invece l’azione dalla prospettiva di chi agisce contando su quella concessione o accettazione.
Ancora diverso è ~てもいいですか, una delle costruzioni più comuni per chiedere semplicemente se un’azione sia consentita.
先生、質問してもいいですか。
Professore, posso fare una domanda?
La Japan Foundation definisce ~てもいい come una forma che presenta un’azione come accettabile o ammessa e osserva che, quando viene rivolta all’interlocutore in forma interrogativa, il valore di richiesta di permesso diventa particolarmente evidente.
La differenza rispetto a ~させてもらう risiede soprattutto nella prospettiva.
この資料を見てもいいですか。
Posso guardare questo materiale?
La domanda riguarda direttamente l’ammissibilità dell’azione: “è consentito che io lo faccia?”
Con:
この資料を見させてもらってもいいですか。
Potrei avere il permesso di dare un’occhiata a questo materiale?
entra invece nella frase anche la struttura di ~させてもらう: il parlante presenta la possibilità di guardare il materiale come qualcosa che riceverebbe dall’altra parte, e domanda quindi se sia accettabile ottenere tale possibilità.
La combinazione di ~てもらう con ~てもいいですか è attestata dalla Japan Foundation come strategia indiretta per formulare richieste di permesso; nella forma ~てもらってもいいですか, l’azione favorevole viene concettualizzata dalla prospettiva di chi la riceve.
Per questo:
V-てもいいですか → Posso fare V?
si concentra soprattutto sull’ammissibilità dell’azione, mentre:
V-(さ)せてもらってもいいですか → Posso avere la possibilità / il permesso di fare V?
aggiunge la prospettiva di ricezione della possibilità concessa dall’altra parte.
Infine, la forma ~させていただく è semanticamente la più vicina a ~させてもらう, perché conserva essenzialmente la stessa organizzazione concettuale sostituendo もらう con il più deferente いただく.
Non rappresenta quindi un meccanismo grammaticalmente indipendente paragonabile a ~てもいいですか o ~させてください, ma piuttosto la realizzazione umile e deferente dello stesso schema causativo-benefattivo.
Per questo la differenza tra le due forme riguarda soprattutto il rapporto sociale e il registro, già esaminati nel paragrafo precedente.
Le costruzioni possono dunque sembrare equivalenti nelle traduzioni italiane — “posso…?”, “mi permetta di…”, “mi lascia…?”, “con il suo permesso…” — ma il giapponese distingue con precisione da quale prospettiva viene rappresentato il permesso:
- ~てもいいですか chiede se l’azione sia consentita;
- ~させてください chiede all’altro di lasciare che il parlante la compia;
- ~させてくれる presenta l’altro come colui che concede favorevolmente la possibilità;
- ~させてもらう presenta il parlante come colui che riceve e sfrutta quella possibilità;
- ~させてあげる presenta il soggetto come colui che concede favorevolmente quella possibilità a qualcun altro.
È proprio questa differenza di prospettiva, più che una semplice differenza traducibile parola per parola, a determinare la scelta della costruzione più naturale nel contesto.
Esempi d’uso
Gli esempi seguenti mostrano come ~させてもらう possa comparire in situazioni molto diverse. A seconda del contesto, può mettere in primo piano un permesso concretamente ricevuto, un’opportunità concessa, il consenso dell’interlocutore rispetto a un’azione imminente oppure la volontà del parlante di compiere personalmente qualcosa presentandolo comunque come reso possibile dall’altra parte.
友達の家に一晩泊まらせてもらった。
“Un amico mi ha lasciato passare la notte a casa sua.”
In questo caso il permesso è concreto: il parlante ha potuto compiere 泊まる (tomaru, “pernottare”) perché l’amico gli ha consentito di restare nella propria casa.
先生に文化祭の司会をやらせてもらった。
“Il professore mi ha dato la possibilità di fare da presentatore al festival scolastico.”
Qui il centro della frase non è tanto un’“autorizzazione” formale quanto l’opportunità ricevuta. Il parlante presenta l’esperienza di fare da presentatore come qualcosa che gli è stato consentito di fare e di cui ha beneficiato.
この会社では、若いうちからいろいろな仕事を経験させてもらっています。
“In questa azienda ho la possibilità di fare esperienza in molti tipi di lavoro fin da giovane.”
Anche qui una traduzione letterale come “mi permettono di fare esperienza” sarebbe possibile, ma non renderebbe completamente la sfumatura. ~させてもらっている presenta la situazione continuativa come un’opportunità favorevole di cui il parlante sta beneficiando.
じゃあ、今日は先に帰らせてもらうね。
“Allora oggi, se non ti dispiace, me ne vado prima.”
Il parlante si rivolge direttamente alla persona interessata e annuncia ciò che farà. Non sta necessariamente aspettando una risposta formale: presenta però la propria decisione come qualcosa che compirà contando sull’accettazione dell’interlocutore.
悪いけど、そのパソコン、ちょっと使わせてもらうよ。
“Scusami, ma uso un attimo quel computer, se non ti dispiace.”
Anche in questo esempio la costruzione accompagna un’azione che il parlante intende compiere immediatamente. La presenza di ~させてもらう evita di formulare l’azione come completamente unilaterale, pur senza trasformare la frase in una vera domanda.
今日は私に払わせてもらうよ。
“Oggi lascia che paghi io.”
L’azione è addirittura desiderata dal parlante stesso. Non è qualcuno che gli ordina di pagare: è lui a volerlo fare e a presentare questa possibilità come qualcosa che chiede implicitamente agli altri di lasciargli fare.
ちょっと言わせてもらうけど、その考えには賛成できない。
“Permettimi di dirlo, ma non posso essere d’accordo con questa idea.”
Con 言わせてもらう la costruzione può introdurre una presa di posizione anche molto netta. La formula mantiene linguisticamente l’idea di “lasciami dire”, ma il parlante sta di fatto prendendo la parola e annunciando ciò che intende affermare.
来月のプロジェクトでは、私にも企画を担当させてもらいたいです。
“Nel progetto del mese prossimo vorrei avere anch’io la possibilità di occuparmi della pianificazione.”
Con ~させてもらいたい, il desiderio riguarda non soltanto l’azione, ma la possibilità di poterla compiere grazie alla disponibilità dell’altra parte. Per questo 担当したい (“vorrei occuparmene”) e 担当させてもらいたい non sono perfettamente equivalenti: la seconda forma incorpora il ruolo di chi può concedere quell’opportunità.
この写真、ブログで使わせてもらってもいい?
“Posso usare questa foto sul blog?”
Qui il consenso non viene semplicemente presupposto: viene richiesto esplicitamente mediante ~てもいい. Il parlante domanda se può ricevere la possibilità di usare la fotografia.
店長に相談して、来週は金曜日だけ休ませてもらえることになった。
“Dopo averne parlato con il responsabile, si è stabilito che la settimana prossima potrò prendermi libero venerdì.”
La forma potenziale ~させてもらえる mette in primo piano la possibilità effettivamente disponibile per il parlante. In questo caso il consenso del responsabile ha creato concretamente la condizione che gli permette di assentarsi.
今回はお言葉に甘えて、参加させてもらうことにするよ。
“Questa volta accetto volentieri la tua offerta e partecipo.”
La presenza di お言葉に甘えて (okotoba ni amaete, “accettando / approfittando gentilmente della tua offerta”) rende particolarmente evidente la logica benefattiva di ~させてもらう: il parlante decide di partecipare facendo propria una possibilità offertagli dall’altra persona.
それじゃ、最後まで話を聞かせてもらおう。
“Allora lascia che ascolti tutta la storia fino alla fine.”
Con la forma volitiva ~させてもらおう, il parlante esprime la propria intenzione di usufruire della possibilità di compiere l’azione. A seconda del tono e della situazione, una frase di questo tipo può risultare amichevole oppure decisamente assertiva.
Questi esempi mostrano perché ~させてもらう non possa essere ridotto a un’unica traduzione italiana. Espressioni come “mi è stato permesso di…”, “mi hanno dato la possibilità di…”, “se non ti dispiace…”, “lasciami…”, “mi permetto di…” o semplicemente “posso…?” possono tutte corrispondergli in determinati contesti.
Ciò che rimane costante non è quindi una specifica traduzione, ma la prospettiva grammaticale: il soggetto compie personalmente l’azione espressa dal verbo e sceglie di presentare la possibilità di compierla come qualcosa che dipende, concretamente o pragmaticamente, dal consenso, dalla disponibilità o dall’intervento favorevole di un’altra parte.
Conclusioni
~させてもらう è una costruzione che può sembrare complessa perché mette insieme causativa, permesso e sistema giapponese del dare e ricevere, ma il suo funzionamento diventa molto più chiaro quando si individua il punto di vista da cui viene rappresentata l’azione.
Il soggetto di ~させてもらう è infatti la persona che compie concretamente l’azione e, nello stesso tempo, la persona che beneficia della possibilità di compierla. L’altra parte interviene invece come fonte del consenso, della concessione, dell’opportunità o, più in generale, delle condizioni favorevoli che rendono possibile quell’azione.
È questa coincidenza tra agente dell’azione e destinatario del beneficio a costituire una delle caratteristiche più importanti della costruzione.
Per questo, interpretare sempre ~させてもらう semplicemente come “ricevere il permesso di fare qualcosa” rischia di essere riduttivo.
Il permesso esplicito rappresenta certamente uno dei suoi usi più trasparenti, ma la costruzione può esprimere anche un’opportunità ricevuta, una possibilità resa disponibile da qualcuno oppure, nel dialogo, un’azione che il parlante annuncia presentandola come compiuta con l’accettazione o la disponibilità dell’interlocutore.
La domanda più utile da porsi quando si incontra ~させてもらう non è quindi soltanto:
“Chi ha dato il permesso?”
ma soprattutto:
“Perché chi parla sceglie di presentare la propria azione come qualcosa che gli è stato reso possibile?”
Questo cambio di prospettiva permette di comprendere anche frasi nelle quali non esiste alcuna autorizzazione formale.
Il valore benefattivo di もらう non scompare: diventa semplicemente più astratto e può riguardare il fatto stesso di avere avuto occasione, spazio o possibilità di agire. Le costruzioni in ~てもらう sono infatti organizzate dal punto di vista di chi riceve un’azione o un beneficio, e ~させてもらう applica questa prospettiva a un evento nel quale è proprio il beneficiario a compiere l’azione principale.
Per riconoscere l’uso rappresentativo di ~させてもらう può essere utile verificare tre elementi:
- Il soggetto compie personalmente l’azione;
- Un’altra persona o parte svolge un ruolo pertinente nel renderla possibile;
- Il soggetto considera favorevolmente la possibilità di poterla compiere.
Quando questi tre elementi sono chiaramente presenti, ~させてもらう trova il suo terreno più naturale. Se invece l’azione è completamente autonoma e nessun’altra persona ha un ruolo plausibile nel permetterla, favorirla o accettarla, è opportuno chiedersi se la costruzione sia davvero necessaria o se una forma verbale più diretta esprima meglio ciò che si vuole dire.
Questo criterio diventa ancora più importante con ~させていただく. L’Agenzia per gli Affari Culturali indica proprio il permesso dell’altra parte e il beneficio per chi agisce come condizioni fondamentali della costruzione deferente e osserva che, quanto meno queste condizioni risultano riconoscibili, tanto più una formulazione semplice come ~いたします può apparire naturale e concisa.
Allo stesso tempo, riconosce che il giapponese contemporaneo ha esteso ~させていただく anche a situazioni nelle quali permesso e beneficio vengono linguisticamente rappresentati come se fossero presenti.
Questo offre anche un consiglio pratico importante: non bisogna usare ~させてもらう o ~させていただく semplicemente perché sembrano più cortesi. La cortesia è una conseguenza possibile della prospettiva costruita dalla frase, non il significato fondamentale della struttura. Prima viene il rapporto fra chi agisce e chi rende possibile l’azione; solo successivamente entrano in gioco distanza sociale, registro e deferenza.
Allo stesso modo, ~させてもらう non deve essere interpretato automaticamente come una forma debole o remissiva. Quando viene impiegato per annunciare direttamente una decisione o per introdurre una presa di posizione, il parlante può riconoscere linguisticamente il ruolo dell’interlocutore e, nello stesso tempo, affermare con decisione ciò che intende fare.
La formulazione indiretta può servire proprio a ridurre l’impressione di imposizione o unilateralità, un principio che l’Agenzia per gli Affari Culturali rileva più in generale nelle richieste costruite attraverso forme di ricezione e permesso.
È infine importante non perdere di vista il ruolo della causativa. In ~させてもらう, ~(さ)せる non rappresenta necessariamente qualcuno che costringe il soggetto ad agire. La causativa giapponese può esprimere anche il fatto di lasciare o permettere che un’altra persona agisca; ~させてもらう prende proprio questa possibilità e la riorganizza dal punto di vista di chi la riceve come favorevole.
In definitiva, il significato più utile da associare a ~させてもらう non è una traduzione italiana fissa, ma una relazione:
“io faccio X, presentando il fatto di poterlo fare come qualcosa che mi viene reso possibile dall’altra parte”.
Da questa struttura fondamentale derivano naturalmente le diverse traduzioni incontrate nell’uso reale: “mi hanno permesso di…”, “ho avuto la possibilità di…”, “se non ti dispiace…”, “con il tuo permesso…”, “lasciami…” e “mi permetto di…”.
Capire quale di queste sia più adatta significa quindi non tradurre meccanicamente ~させてもらう, ma ricostruire chi agisce, chi rende possibile l’azione e da quale prospettiva il parlante sceglie di presentare il rapporto tra i due.