は別として (wa betsu toshite): significato, uso e struttura Dissezione grammaticale di は別として: struttura, sfumature e uso per mettere da parte una questione o indicare un’eccezione.

は別として (wa betsu toshite): significato, uso e struttura

Che cosa significa は別として (wa betsu toshite) in giapponese e come si usa per mettere da parte una questione o indicare un’eccezione?

は別として (wa betsu to shite), a seconda del contesto, può essere tradotto come «lasciando da parte…», «a prescindere da…» oppure, quando introduce un’eccezione, «ad eccezione di…».

La costruzione serve a tenere un elemento separato da ciò che si intende affermare nel seguito della frase.

Il parlante può:

  • Accantonare un aspetto della questione e concentrarsi su altro;
  • Distinguere un caso dal resto e lasciarlo fuori da un’affermazione generale.

Questi due impieghi condividono l’idea di fondo di «considerare a parte», ma applicano questa separazione in modo diverso. Nel primo, si prosegue il discorso senza prendere in esame un determinato aspetto o senza risolvere una questione preliminare; nel secondo, si delimita l’affermazione successiva indicando un’eccezione.

Un aspetto lasciato da parte può comunque essere importante: la costruzione segnala semplicemente che viene accantonato ai fini di ciò che si sta per dire.

La struttura di riferimento è Aは別として、B: A indica l’elemento considerato a parte, mentre B contiene ciò su cui il discorso prosegue. Davanti a は può comparire un nome o un gruppo nominale, ma (come vedremo) anche una questione espressa attraverso una proposizione seguita da かどうか, «se… oppure no».

La costruzione permette così di accantonare sia un elemento specifico sia la questione se una determinata situazione si verifichi o meno.

Una prima dissezione permette di distinguere は, 別 e として.

  • は è la particella che presenta A come tema della prima parte della frase e contribuisce a distinguerlo da ciò su cui si concentra il seguito;
  • 別 (べつ, betsu) esprime l’idea di qualcosa di distinto, separato o da trattare a parte;
  • として, infine, permette di collegare questa prima parte alla proposizione successiva.

Per capire come questi elementi producano insieme il significato della costruzione, occorre però riconoscere la forma da cui として deriva.

In 別として, として è la forma in -て di とする: la particella と rimane invariata, mentre il verbo する assume la forma して. Il collegamento con とする, già analizzato nell’articolo dedicato a questa costruzione, è quindi essenziale.

Qui とする assume il valore di «considerare o trattare come»: と introduce la qualificazione 別, mentre する esprime l’operazione di attribuirla all’elemento in questione. 別とする può dunque essere inteso come «considerare separato», «trattare come un caso a parte». Con 別として, questa operazione viene collegata a ciò che segue: «considerando a parte…», e quindi, più naturalmente in italiano, «lasciando da parte…».

Possiamo così ricostruire una prima logica complessiva: A viene presentato attraverso は, trattato come separato attraverso 別とする e collegato al seguito mediante la forma in -て.

L’idea di separazione rimane riconoscibile all’interno dell’espressione e si applica all’organizzazione del discorso: si distingue ciò che viene accantonato o escluso da ciò che si intende affermare.

Da questa prima lettura partiremo per approfondire significato e uso, precisare la formazione e analizzare i singoli componenti, prima di ricomporli e valutare quanto il senso complessivo sia trasparente. Il registro, i contesti d’uso e gli esempi mostreranno poi come questo meccanismo opera nelle frasi concrete.


は別として: significato e uso nella grammatica giapponese

Il nucleo di は別として consiste nel trattare qualcosa a parte rispetto a ciò che si intende affermare. Nella struttura Aは別として、B, il parlante identifica un elemento A e lo separa dalla considerazione espressa in B. Questa separazione può riguardare un aspetto che viene accantonato nel discorso oppure un caso che viene escluso dall’ambito dell’affermazione successiva. Da qui derivano le due principali letture della costruzione: «lasciando da parte A» e «a eccezione di A».

Nel primo uso, A rappresenta un aspetto della questione sul quale il parlante sceglie di non soffermarsi, per concentrarsi su ciò che segue. Si può mettere da parte un criterio di valutazione, una possibile obiezione, una decisione ancora da prendere o una questione che si preferisce esaminare separatamente.

Prezzo a parte, questo computer è facile da usare.

La frase distingue il prezzo dalla facilità d’uso del computer. Il giudizio espresso riguarda quest’ultima, mentre il costo viene lasciato fuori dalla considerazione.

Il parlante potrebbe ritenere il computer troppo caro e voler comunque riconoscere che è comodo da usare; potrebbe però anche voler discutere le sue caratteristiche prima di affrontare la questione del prezzo. L’eventuale riserva sul costo si ricava dal contesto: は別として, da solo, non afferma che il prezzo sia alto o svantaggioso.

Questo impiego è particolarmente utile quando si vuole separare una valutazione dall’altra. Un oggetto può essere funzionale indipendentemente dal suo aspetto, un’esperienza può avere valore indipendentemente dal risultato ottenuto e un’argomentazione può meritare attenzione indipendentemente dall’accordo che suscita.

La costruzione permette di precisare sotto quale aspetto viene formulato il giudizio, evitando che una considerazione venga automaticamente estesa a tutte le altre.

L’elemento accantonato può anche essere un’intera questione espressa attraverso かどうか, «se… oppure no». In questo caso, il parlante prosegue senza assumere la risposta a quella domanda come requisito per ciò che intende dire o fare.

Lasciando per il momento da parte la questione se essere d’accordo oppure no, prima ascoltiamo la spiegazione.

Qui vengono distinte due operazioni: ascoltare la spiegazione e decidere se dare il proprio assenso. La proposta di ascoltare rimane valida senza che sia prima necessario risolvere la questione dell’accordo. は別として non esprime di per sé approvazione o disapprovazione: permette di tenere quella valutazione separata dall’azione proposta.

Allo stesso modo, quando viene accantonata la questione se qualcosa sia possibile, riuscito o conveniente, il seguito della frase può riguardare un fatto, un giudizio, un desiderio o un invito ad agire.

L’accantonamento riguarda l’affermazione o il passaggio del discorso in corso. Rendere は別として con «per ora lasciando da parte…» può quindi essere naturale, ma questa traduzione non comporta necessariamente che l’argomento verrà ripreso più tardi.

Il parlante può rinviarlo, trattarlo altrove oppure limitarsi a escluderlo dalla considerazione presente. Anche un aspetto importante può essere messo da parte quando si vuole esaminare separatamente un altro punto.

La stessa funzione può interessare un argomento già introdotto nella conversazione. Con それは別として, «questo a parte» o «lasciando da parte questo», それ richiama il contenuto precedente e lo accantona per permettere al discorso di proseguire su un altro punto. La separazione riguarda quindi il modo in cui vengono organizzati gli argomenti, anziché necessariamente due caratteristiche dello stesso oggetto.

Nel secondo uso, A viene invece presentato come un caso da trattare separatamente rispetto a una regola, una tendenza o una descrizione generale. La traduzione più adatta diventa allora «a eccezione di…», «escludendo…» oppure «salvo…».

Ad eccezione della domenica, questo negozio è aperto tutti i giorni.

In questa frase la domenica viene separata dagli altri giorni: l’apertura quotidiana viene affermata per il resto della settimana. L’espressione delimita dunque l’ambito di 毎日, «tutti i giorni», indicando quale giorno deve essere considerato a parte. Nel contesto può essere sottinteso che la domenica il negozio sia chiuso; la funzione della costruzione è presentare quel giorno come un’eccezione rispetto alla descrizione generale.

La distinzione tra i due usi dipende dal rapporto fra A e ciò che segue. Nel caso del computer, il prezzo è un criterio lasciato fuori dal giudizio sulla facilità d’uso. Nel caso del negozio, la domenica è un caso escluso dalla generalizzazione sugli orari di apertura.

Tradurre entrambe le frasi con «a eccezione di…» renderebbe poco naturale la prima; tradurle sempre con «a prescindere da…» nasconderebbe invece il valore di esclusione della seconda.

Nell’uso di accantonamento, は別として può avvicinarsi a はともかく e はさておき, anch’essi impiegati per mettere da parte una questione e concentrarsi su altro. Nel valore di eccezione, si avvicina invece a を除いて, che letteralmente vuol dire proprio «escludendo…».

Come è stato già detto, si incontra anche la variante は別にして, che può esprimere gli stessi due significati. Queste affinità vanno valutate nel contesto: la possibilità di sostituire un’espressione dipende da quale tipo di separazione si sta compiendo.


は別として: formazione e struttura grammaticale

La parte finale は別として rimane invariata, mentre cambia la forma dell’elemento che la precede. Si può mettere da parte un sintagma nominale, una questione espressa attraverso una frase interrogativa, una coppia di alternative oppure una situazione presentata come un determinato «caso».

Negli schemi seguenti, NP indica un sintagma nominale: un nome, eventualmente accompagnato da parole che lo specificano o lo modificano. Sinf indica invece una frase il cui predicato è nella forma comune, ossia nella forma priva di です o ます. Questa indicazione riguarda il predicato della frase inserita nella costruzione: il seguito può comunque terminare con una forma cortese.

La forma comune comprende forme affermative e negative, al non passato e al passato. Il non passato, a sua volta, può riferirsi a una situazione presente, abituale o futura. Occorre inoltre distinguere il collegamento davanti a か da quello davanti a 場合: per nomi e aggettivi in な, la forma richiesta cambia in base all’elemento che segue.

NPは別として: un sintagma nominale

In questa costruzione, は別として si collega direttamente al sintagma nominale, senza inserire una copula fra il nome e は. Il nome può indicare una persona, un gruppo, un oggetto, un aspetto della questione o un argomento.

Il sintagma nominale può essere composto da una sola parola, come 費用, «costo», oppure da un gruppo più articolato, come 費用の問題, «la questione dei costi». Le parole che modificano il nome fanno parte dell’elemento messo da parte.

Lasciando da parte la questione dei costi, sono favorevole a quel progetto.

Qui 費用の問題 costituisce il sintagma nominale al quale si aggiunge は別として. La costruzione accantona la questione dei costi, mentre il seguito esprime il giudizio sul progetto.

Questo collegamento va distinto da quello interrogativo: 学生は別として mette da parte gli studenti come gruppo; 学生かどうかは別として mette invece da parte la questione se qualcuno sia uno studente oppure no.

Sinfか(どうか)は別として: una questione da accantonare

In questo schema, la frase che precede は別として viene presentata come una questione: «se una determinata situazione sia vera oppure no». かどうか rende esplicita questa alternativa, mentre か da solo può essere sufficiente quando il contesto permette di riconoscerla.

Si possono quindi avere sia 来るかどうかは別として sia 来るかは別として, con il significato di «lasciando da parte la questione se venga oppure no».

Il collegamento dipende dal tipo di predicato.

Con un nome, il だ dell’affermativo non passato viene eliminato davanti a か. Da 学生だ, «è uno studente», si ottiene dunque 学生かどうか, «se sia uno studente oppure no», e poi 学生かどうかは別として.

A prescindere dal fatto che lui sia uno studente oppure no, chiunque può partecipare a questo corso.

Il contenuto accantonato è l’intera questione 彼が学生かどうか. Il soggetto 彼が rimane all’interno della frase interrogativa; は si collega invece alla questione nel suo complesso.

Con un aggettivo in な, si elimina allo stesso modo il だ affermativo non passato. Da 便利だ, «è comodo», si passa a 便利かどうか, senza aggiungere な davanti a か.

Lasciando da parte la questione se questo metodo sia comodo oppure no, è necessario verificarne la sicurezza.

La forma è quindi 便利かどうかは別として. Il collegamento con な appartiene alla modificazione di un nome e verrà ripreso nella costruzione con 場合.

Con un aggettivo in い, l’affermativo non passato conserva la propria forma: 高い → 高いかどうか. Non si aggiunge una copula fra l’aggettivo e か.

Lasciando da parte la questione se il prezzo sia alto oppure no, controlliamo prima la qualità.

Con un verbo, si impiega la forma comune richiesta dal contenuto della frase. Nell’affermativo non passato si usa la forma del dizionario, come 来る, «venire», alla quale si aggiunge か oppure かどうか.

A prescindere dal fatto che lui venga oppure no, inizieremo la riunione come previsto.

In questo esempio compare か da solo: l’eventualità che lui venga o non venga è comunque riconoscibile. Si potrebbe rendere esplicita l’alternativa attraverso 彼が来るかどうかは別として.

L’eliminazione di だ riguarda precisamente l’affermativo non passato di nomi e aggettivi in な. Le forme passate e negative conservano invece la propria flessione: 学生だったかどうか, 便利だったかどうか, 学生ではないかどうか, 便利ではないかどうか. Anche verbi e aggettivi in い possono comparire al passato o al negativo, come in 来たかどうか, 来ないかどうか, 高かったかどうか e 高くないかどうか.

Se la frase contiene una parola interrogativa, か può delimitare una domanda diversa da quella «sì oppure no». Per esempio, 誰が来るかは別として significa «lasciando da parte la questione di chi venga». In questo impiego non si aggiunge どうか, perché la domanda riguarda l’identità della persona, anziché la verità di una determinata proposizione.

XかYかは別として: due alternative espresse separatamente

In questo schema vengono presentate due alternative esplicite, X e Y, e viene accantonata la questione di quale delle due si realizzi o sia pertinente. Le alternative possono essere due possibilità distinte oppure due termini di significato opposto.

Nel modello qui esaminato, nomi e aggettivi in な compaiono senza il だ affermativo non passato, mentre aggettivi in い e verbi mantengono la forma comune non passata.

Con due nomi, si costruisce una sequenza come 教師か学生か, «insegnante o studente». Ciascun nome rappresenta una delle alternative.

A prescindere dal fatto che si sia insegnanti o studenti, in questo gruppo di studio chiunque può intervenire liberamente.

La distinzione fra i due ruoli viene accantonata rispetto alla possibilità di prendere la parola.

Con due aggettivi in な, si usano le forme prive di だ, come 便利か不便か, «comodo o scomodo».

Lasciando da parte la questione se sia comoda o scomoda, questa funzione è necessaria.

便利 e 不便 esprimono due valutazioni contrapposte. La questione di quale valutazione sia appropriata viene separata dall’affermazione sulla necessità della funzione.

Con due aggettivi in い, entrambi conservano la forma non passata: いいか悪いか, «buono o cattivo».

Lasciando da parte la questione se sia buono o cattivo, sono molte le persone che usano questo metodo.

Con coppie di questo tipo, come いい(か)悪い(か), è possibile omettere か. La forma senza le particelle può quindi essere:

Lasciando da parte la questione se sia buono o cattivo, sono molte le persone che usano questo metodo.

Sul piano grammaticale, questa possibilità si comprende osservando che いい悪い può funzionare come un’espressione nominale che rappresenta l’intera alternativa «buono o cattivo». I due termini vengono accostati e costituiscono un tema riconoscibile, paragonabile alla questione della bontà o meno di qualcosa.

Con か, l’alternativa viene espressa attraverso una struttura interrogativa esplicita; senza か, viene rappresentata dalla coppia stessa. Questa lettura offre una spiegazione del funzionamento della forma senza ricorrere a una supposta difficoltà di pronuncia.

L’omissione dipende quindi dalla possibilità di riconoscere la coppia come un’espressione coerente nel contesto. Non va trasformata in una regola generale secondo cui か può essere eliminato dopo qualsiasi aggettivo in い: due aggettivi accostati arbitrariamente non producono necessariamente una costruzione naturale.

Con due verbi, si impiegano le forme comuni non passate, come 買うか借りるか, «comprare o prendere in prestito».

A prescindere dalla scelta di comprarla o prenderla in prestito, per il lavoro ho bisogno di un’auto.

La questione accantonata riguarda la scelta fra due azioni differenti. Il seguito afferma invece la necessità dell’auto, indipendentemente da quale soluzione venga adottata.

X affermativoかX negativoかは別として: una possibilità e la sua negazione

Questa costruzione presenta lo stesso predicato prima in forma affermativa e poi in forma negativa. Viene così resa esplicita la questione se una determinata situazione si realizzi oppure no.

La distinzione rispetto allo schema precedente riguarda la formazione delle alternative. 便利か不便か mette a confronto due aggettivi diversi; 便利か便利ではないか riprende lo stesso aggettivo e ne forma il negativo. Analogamente, 悪い è un aggettivo di significato opposto a いい, mentre il negativo grammaticale di いい è よくない.

Con un nome, l’affermativo non passato compare senza だ davanti a か; il negativo si costruisce con ではない o でない. Si ottiene così una sequenza come 会員か会員ではないか, «socio oppure non socio».

A prescindere dal fatto che si sia soci oppure no, chiunque può partecipare a questo evento.

Con un aggettivo in な, l’affermativo compare senza だ e il negativo conserva ではない o でない: 好きか好きではないか, «piace oppure non piace».

Lasciando da parte la questione se quel lavoro mi piaccia oppure no, intendo portarlo a termine.

Con un aggettivo in い, il negativo si forma sostituendo la desinenza い con くない. Da 高い si ottiene 高くない, e quindi 高いか高くないか, «alto oppure non alto».

A prescindere dal fatto che il prezzo sia alto oppure no, voglio verificarne la qualità.

Con un verbo, si accostano l’affermativo e il negativo nella forma comune: 参加するか参加しないか, «partecipare oppure non partecipare».

A prescindere dal fatto che partecipiate oppure no, datemi una risposta entro domani.

Si incontrano anche coppie verbali accostate senza か, come するしないは別として o できるできないは別として. Anche qui, le due forme possono rappresentare insieme una questione riconoscibile: fare o non fare, riuscire o non riuscire. La possibilità di queste sequenze mostra che il fenomeno dell’accostamento riguarda il modo in cui vengono rappresentate le alternative, anziché una proprietà fonetica esclusiva degli aggettivi in い.

Gli esempi precedenti impiegano il non passato. Per riferirsi a una situazione passata, si possono mettere entrambe le alternative al passato, come in 参加したか参加しなかったかは別として, «lasciando da parte la questione se abbia partecipato oppure no».

Sinf場合は別として: un caso o una situazione da considerare separatamente

In questa costruzione, la frase precedente specifica quale caso viene messo da parte o escluso. 場合 (ばあい, baai) è un nome che significa «caso» o «situazione»: il predicato che lo precede deve quindi assumere la forma richiesta per modificare un nome.

L’insieme formato dalla descrizione e da 場合 costituisce l’elemento al quale si collega は別として. La lettura è normalmente «salvo il caso in cui…», «a eccezione dei casi in cui…» o «lasciando da parte le situazioni in cui…».

Per questo motivo, lo schema Sinf場合 richiede una precisazione: con nomi e aggettivi in な, l’affermativo non passato non mantiene だ. I nomi si collegano attraverso の; gli aggettivi in な attraverso な. Al passato, entrambi impiegano invece だった.

Con un nome: Nの場合 e Nだった場合

All’affermativo non passato, 学生だ, «è uno studente», diventa 学生の場合, «nel caso in cui sia uno studente». Se il contenuto riguarda una situazione passata, si usa 学生だった場合, «nel caso in cui fosse uno studente».

Non passato

A eccezione dei casi in cui il partecipante è uno studente, la quota di partecipazione è di 3.000 yen.

Passato

Tranne nei casi in cui il partecipante era uno studente, l’anno scorso abbiamo riscosso da tutti una quota di partecipazione di 3.000 yen.

Nel primo esempio, la condizione di studente viene considerata nella regola attuale; nel secondo, 学生だった descrive la condizione dei partecipanti nell’anno precedente.

Con un aggettivo in な: な場合 e だった場合

All’affermativo non passato, 複雑だ, «è complesso», diventa 複雑な場合. Al passato si usa invece 複雑だった場合. Il な serve al collegamento dell’aggettivo con il nome 場合 e non si aggiunge dopo だった.

Non passato

A eccezione dei casi in cui la spiegazione è complessa, basta un solo interprete.

Passato

Tranne nei casi in cui la spiegazione era complessa, durante la formazione dell’anno scorso bastava un solo interprete.

La differenza fra 複雑な場合 e 複雑だった場合 riguarda la forma del predicato che descrive il caso: nel secondo esempio, la complessità viene riferita alle spiegazioni della formazione già svolta.

Con un aggettivo in い: い場合 e かった場合

L’aggettivo in い si collega direttamente a 場合: 低い場合, «nel caso in cui sia basso». Al passato, la desinenza diventa かった: 低かった場合, «nel caso in cui fosse basso». Non si inseriscono の o な fra l’aggettivo e 場合.

Non passato

Salvo quando la temperatura è bassa, aprite le finestre per arieggiare.

Passato

Tranne nei casi in cui la temperatura era bassa, il mese scorso ho aperto le finestre ogni mattina per arieggiare.

Nel secondo esempio, 低かった descrive la temperatura nelle situazioni del mese precedente; 場合 permette di individuare quelle situazioni come i casi esclusi dall’abitudine descritta nel seguito.

Con un verbo: forma comune non passata e forma in -た

Il verbo si collega direttamente a 場合. All’affermativo non passato si usa la forma del dizionario, come 付き添う, «accompagnare»; nella forma passata si usa 付き添った.

Non passato

Salvo quando un addetto accompagna i visitatori, non è consentito accedere a quest’area.

Passato

Tranne nei casi in cui un addetto accompagnava i visitatori, l’anno scorso non abbiamo autorizzato l’accesso a quest’area.

La forma 付き添う場合 individua il caso previsto dalla regola; 付き添った場合, nel secondo esempio, richiama i casi verificatisi nell’anno precedente.

Con i verbi, va comunque distinta la forma passata piana -た dal riferimento a un passato assoluto: questa forma può anche presentare un evento come compiuto all’interno di una situazione eventuale, persino futura. Il riferimento temporale concreto dipende quindi dal contesto. Negli esempi riferiti a fatti passati, espressioni come 昨年, «l’anno scorso», e 先月, «il mese scorso», rendono esplicita la collocazione temporale.

La costruzione ammette inoltre predicati negativi, che si collegano direttamente a 場合: 学生ではない場合, 複雑ではない場合, 高くない場合, 参加しない場合. Le forme con の e な riguardano dunque l’affermativo non passato di nomi e aggettivi in な; non vanno aggiunte dopo un predicato già espresso al negativo o al passato.


Dissezione grammaticale

Per comprendere come は別として esprima l’idea di lasciare qualcosa da parte, possiamo esaminare separatamente i suoi tre componenti: は, 別 e として.

Ciascuno contribuisce alla costruzione in modo diverso: は individua la questione presa in considerazione, 別 introduce la nozione di separazione e として permette di adottare questa qualificazione collegandola al seguito della frase. Nell’analisi di quest’ultimo elemento sarà particolarmente importante il rapporto con とする, la forma di base che ne chiarisce il funzionamento.

は: la questione posta come tema

La particella は, pronunciata wa, presenta come tema l’elemento che la precede. Una prima approssimazione del suo valore è quindi «quanto a…», «per quanto riguarda…». In は別として, individua precisamente ciò che verrà considerato a parte: una persona, una circostanza, un aspetto del problema oppure un’intera questione.

Il suo compito riguarda l’organizzazione dell’informazione. In 費用は別として, per esempio, 費用, «i costi», viene isolato come elemento rispetto al quale il parlante stabilisce come procedere nel discorso. La particella rende riconoscibile l’ambito sul quale interviene 別として.

Questo tema può essere costituito anche da una domanda incorporata:

Lasciamo per il momento da parte la questione se lui possa partecipare o meno e decidiamo anzitutto la data.

Qui は si riferisce all’intero segmento 彼が参加できるかどうか, «se lui possa partecipare o meno». La questione accantonata comprende quindi entrambe le possibilità: che possa partecipare e che non possa farlo. Il tema introdotto da は è la domanda nel suo insieme.

In questa costruzione può emergere anche il valore contrastivo della particella. L’elemento posto davanti a は viene distinto dagli altri aspetti o casi ai quali si riferisce il seguito della frase: quanto a questo punto, lo consideriamo separatamente; rispetto al resto, possiamo proseguire. Il contrasto può essere più o meno evidente secondo il contesto e non richiede necessariamente che vengano nominate entrambe le parti.

Il contributo specifico di は rimane dunque la presentazione del tema, eventualmente accompagnata dal contrasto. L’idea di accantonarlo prende forma attraverso il successivo 別として.

別: la qualificazione di «separato» o «distinto»

別, letto betsu, esprime la nozione di distinzione o separazione: qualcosa è diverso da qualcos’altro, costituisce un elemento distinto oppure viene considerato separatamente. I dizionari giapponesi lo registrano come nome con impieghi aggettivali; questo comportamento si riconosce, per esempio, in 別の問題, «un problema diverso», e 問題は別だ, «la questione è un’altra».

In は別として, 別 fornisce la qualificazione attribuita all’elemento precedente: quel punto viene trattato come una questione separata rispetto a ciò di cui si sta parlando.

La separazione riguarda spesso il ragionamento. In 費用は別として, i costi vengono tenuti fuori dalla valutazione che segue. In 緊急の場合は別として, «salvo i casi di emergenza», una circostanza viene invece distinta dai casi ordinari ai quali si applicherà l’affermazione successiva.

Questa nozione comune permette di comprendere sia l’accantonamento di un aspetto sia l’esclusione di un caso. Il contesto stabilisce quale lettura prevalga.

別 apporta quindi il contenuto lessicale della separazione. L’operazione di considerare qualcosa in questo modo viene espressa attraverso il suo collegamento con として.

Per approfondire l’origine di 別 e il rapporto tra i suoi significati e le costruzioni grammaticali in cui compare, nel sito c’è un articolo dedicato: kanji 別 (betsu): significato, origine, letture e funzioni grammaticali.

として: trattare qualcosa come distinto e proseguire il discorso

In は別として, として contribuisce a presentare ciò che precede come qualcosa da trattare separatamente e si traduce in genere come «in quanto…».

Ad esempio:

Nozaki san, in quanto insegnante…

Il suo valore si comprende quindi insieme a 別: 別 esprime la distinzione; として permette di assumere quella distinzione come impostazione per ciò che segue. Una prima chiave interpretativa di 別として è dunque “trattandolo come una questione distinta”.

として deriva da とする («assumere qualcosa come…», oppure «ipotizzando che…») e il legame con questa forma è anzitutto grammaticale: として è formato dalla particella と e da して, forma in て di する.

Per un approfondimento sulla struttura e sull’uso ipotetico di とする, nel sito c’è un articolo dedicato proprio a questa forma: とする (to suru): significato e uso per formulare ipotesi.

Dunque として corrisponde a とする nella forma che consente di collegarsi al seguito della frase. Qui, però, tradurre する semplicemente con “fare” sarebbe poco utile: l’operazione riguarda il modo in cui una questione viene considerata nel discorso.

Come detto, とする può infatti esprimere il valore di “considerare come”, “giudicare come” o “assumere come”. È questo il riferimento pertinente per comprendere 別として: ciò che precede は viene trattato come 別, ossia come distinto dal resto («a parte», «diverso»). と presenta il termine attraverso cui viene inquadrata la questione; する contribuisce all’operazione di considerarla in quel modo.

として non significa quindi, da solo, “mettere da parte” o “eccetto”. Queste letture emergono dall’incontro con 別 e dal funzionamento dell’intera costruzione は別として. Non va neppure trasferito qui automaticamente il significato ipotetico di とする: trattare una questione separatamente non equivale a supporre che un contenuto sia vero.

Consideriamo:

“A parte il prezzo, questo computer è facile da usare.”

Il prezzo viene posto su un piano distinto (letteralmente «in quanto cosa a parte…») rispetto alla valutazione della facilità d’uso. として collega questa impostazione al seguito: il parlante prosegue la valutazione lasciando il prezzo fuori dal criterio che sta considerando. Non occorre intendere due azioni successive, prima una separazione e poi un giudizio; la prima parte stabilisce direttamente come leggere l’affermazione che segue.

Quanto allo scostamento dal valore di とする, rimane riconoscibile la continuità con l’idea di “considerare o trattare come”, ma は別として funziona ormai come una costruzione convenzionale per organizzare il discorso. Non descrive necessariamente un atto esplicito di classificazione: può servire direttamente a sospendere una questione oppure a escludere un caso dalla generalizzazione successiva.

Il Daijisen registra, del resto, anche un uso di として che permette di lasciare provvisoriamente in sospeso quanto precede e passare a un altro argomento. Questo conferma che として può svolgere una funzione di collegamento e di gestione del discorso, oltre al più noto valore di “in qualità di”. Non basta però a dimostrare una specifica evoluzione storica di は別として.

Nella struttura che stiamo esaminando, il contributo di として si può quindi fissare così: collegare il trattamento separato espresso da 別 al discorso che segue, rendendo quella separazione il quadro entro cui interpretare l’affermazione successiva.


Linearità contro idiomaticità: quanto è trasparente は別として?

は別として si può descrivere come una costruzione convenzionale con un nucleo semantico largamente trasparente. La dissezione permette infatti di riconoscere il rapporto fra le parti e il significato complessivo: presentare una questione, considerarla separatamente e proseguire nel discorso sulla base di questa separazione.

Per trasparenza intendiamo proprio la possibilità di comprendere come i componenti contribuiscano al significato dell’espressione. La componente convenzionale riguarda invece il modo in cui la lingua utilizza stabilmente quella combinazione per svolgere una determinata funzione.

Questi due aspetti possono coesistere: un’espressione può possedere un uso riconoscibile nel suo insieme e conservare una logica interna comprensibile.

Nel caso di は別として, questa logica rimane visibile. は individua il tema, 別 introduce la qualificazione di «separato» e として, attraverso il rapporto con とする, permette di trattare quel tema secondo tale qualificazione, collegandolo al seguito. Il passaggio da «considerare separatamente» a «lasciare fuori dalla considerazione» o «fare un’eccezione» è quindi motivato dal funzionamento delle parti.

La trasparenza emerge però quando si riconoscono i valori grammaticali pertinenti. Conoscere する soltanto come «fare» o として soltanto come «in qualità di» rende difficile interpretare la costruzione. Occorre richiamare il valore di とする come «considerare», «trattare come», «assumere secondo una determinata qualificazione».

Una difficoltà dovuta alla conoscenza incompleta dei componenti non basta dunque a dimostrare che il significato dell’espressione sia opaco.

Allo stesso tempo, l’analisi delle parti deve essere accompagnata dalla conoscenza dell’uso. は別として funziona come un modo convenzionale per organizzare ciò che viene preso in considerazione nel discorso. Il parlante può servirsene per sospendere una valutazione, distinguere due questioni oppure delimitare i casi ai quali si riferisce un’affermazione.

Il Daijisen registra del resto, fra gli usi di として, anche la possibilità di lasciare momentaneamente in sospeso il contenuto precedente e passare a un altro argomento.

Consideriamo:

Risultato a parte, vorrei riconoscere l’impegno dimostrato.

Il risultato viene trattato separatamente dalla valutazione dell’impegno. La nozione di separazione aiuta a comprendere la frase, mentre la conoscenza della costruzione permette di riconoscere immediatamente l’operazione discorsiva: il parlante sceglie quale aspetto valutare lasciandone un altro fuori dalla considerazione.

La stessa espressione può assumere una lettura di esclusione:

Esperti a parte, poche persone riescono a capire subito questa spiegazione.

Qui vengono considerati separatamente gli esperti, e l’affermazione riguarda le altre persone. Il significato di «fatta eccezione per» rimane collegato alla nozione di separazione espressa da 別: un gruppo viene distinto dall’ambito al quale si applica ciò che segue.

Le parti rendono comprensibile l’operazione generale; il contesto ne precisa l’applicazione. Nel primo esempio si accantona un aspetto della valutazione, nel secondo si esclude un gruppo di casi. Per scegliere la lettura concreta occorre considerare insieme l’elemento precedente e la proposizione successiva. Questa dipendenza dal contesto è compatibile con la trasparenza della struttura.

Anche la varietà degli elementi che possono precederla mostra che は別として costituisce uno schema riutilizzabile. Il tema può essere un nome, un sintagma nominale o una questione formulata mediante かどうか. Rimane riconoscibile l’operazione di trattare separatamente quel contenuto, pur cambiando ciò su cui essa interviene.

La variante は別にして, che in molti contesti svolge una funzione analoga, conserva a sua volta la nozione di considerazione separata. Il significato si appoggia quindi a rapporti grammaticali riconoscibili e a un contenuto lessicale ancora attivo.

In questa prospettiva, anche la grammaticalizzazione di として può convivere con la trasparenza semantica. Una forma può assumere una funzione grammaticale stabile mantenendo un legame comprensibile con la costruzione da cui deriva. Per は別として, il richiamo a 別とする continua a spiegare perché l’espressione permetta di accantonare una questione o di distinguere un’eccezione.

Per chi studia, l’analisi e l’osservazione degli usi svolgono quindi compiti complementari: l’analisi delle parti chiarisce la motivazione del significato; gli esempi mostrano come quella motivazione venga utilizzata nella lingua. La trasparenza di は別として consente di comprenderne la logica, mentre la familiarità con la costruzione permette di riconoscerne rapidamente il valore nel contesto.


Registro e contesti d’uso

は別として è un’espressione d’uso generale, utilizzabile sia nel parlato sia nello scritto. Il suo impiego attraversa situazioni diverse: una conversazione tra amici, una discussione di lavoro, un articolo di approfondimento o un testo che illustra una procedura. Il grado di formalità dipende dall’insieme della frase, dal lessico scelto e dal rapporto tra gli interlocutori.

La sua funzione di distinguere ciò che viene momentaneamente accantonato da ciò che si vuole discutere può dare all’enunciato un tono ragionato: il parlante rende esplicito il criterio con cui sta organizzando il discorso. Questa operazione può però riguardare anche questioni quotidiane, senza richiedere un contesto particolarmente impegnativo.

In una conversazione informale, per esempio, は別として permette di esprimere un desiderio lasciando in sospeso una valutazione che potrebbe condizionarlo:

Che mi stia bene o meno, vorrei provare a indossare questo cappello.

Il parlante separa la curiosità di provare il cappello dal giudizio sul proprio aspetto. La conclusione かぶってみたいな, con な che accompagna l’espressione del desiderio, contribuisce al tono colloquiale della frase. は別として si inserisce naturalmente in questo modo di parlare: consente di precisare il proprio punto di vista anche all’interno di uno scambio spontaneo.

Nelle discussioni di lavoro, la stessa costruzione può servire a delimitare la questione da affrontare in una determinata fase. Quando una proposta richiede più valutazioni, permette di concentrarsi su un aspetto prima di passare alla decisione complessiva:

Lasciando per il momento da parte la decisione se adottare questa proposta, esaminiamone anzitutto i vantaggi.

Qui は別として contribuisce a organizzare la discussione. La scelta finale viene sospesa mentre si esaminano i vantaggi della proposta; まず, “anzitutto”, rende esplicito l’ordine delle operazioni. Questo impiego si presta a riunioni, confronti tra colleghi e presentazioni nelle quali occorre distinguere l’analisi di una possibilità dalla sua effettiva approvazione.

È utile, a questo punto, distinguere registro e cortesia. は別として non esprime autonomamente rispetto o deferenza verso l’interlocutore. Nell’esempio precedente, il tono cortese della proposta dipende soprattutto da 確認しましょう, “esaminiamo”. Sostituendolo con 確認しよう, la stessa frase può essere rivolta a una persona con cui si usa uno stile familiare.

Anche in una frase cortese, la proposizione che precede かどうか mantiene normalmente la forma piana richiesta dalla costruzione: 採用するかどうか, “se adottarla o meno”. La presenza di する anziché します in questo punto è quindi compatibile con una conclusione cortese. Le diverse parti della frase svolgono funzioni grammaticali differenti.

Nello scritto, は別として è adatto a spiegazioni e argomentazioni nelle quali l’autore vuole circoscrivere una valutazione, separare due problemi oppure precisare le eccezioni a un’affermazione generale. In un testo che descrive una procedura, per esempio, si potrebbe leggere:

Salvo i casi di emergenza, la domanda deve essere presentata in anticipo.

Il contenuto procedurale e la formulazione 行う必要がある, “è necessario effettuare”, contribuiscono qui a uno stile espositivo. は別として permette di indicare subito il limite entro il quale vale la disposizione. La stessa funzione di delimitazione può essere utile anche in saggi, commenti e relazioni, quando occorre chiarire quali casi rientrano nel ragionamento.

L’effetto sull’interlocutore dipende anche da ciò che viene messo da parte. Possiamo immaginare, per esempio, una persona che chieda chiarimenti sul prezzo di un prodotto e riceva una risposta introdotta da 値段は別として, “lasciando da parte il prezzo”. In quella situazione, la risposta potrebbe essere percepita come sbrigativa: il punto che interessa a chi ha posto la domanda viene sospeso prima di essere affrontato.

Questa possibile impressione nasce dal rapporto tra la domanda e la risposta, oltre che dal tono adottato. Se gli interlocutori hanno già concordato di esaminare prima altri aspetti, la stessa espressione può risultare del tutto appropriata. Quando invece si accantona una questione che l’altro considera importante, riconoscerne il rilievo e spiegare perché viene rimandata aiuta a rendere chiaro l’intento comunicativo.


Esempi d’uso

I seguenti esempi illustrano come は別として permetta di accantonare un criterio di valutazione, sospendere una questione oppure escludere un caso dall’affermazione che segue.

“Prezzo a parte, questa sedia è comoda.”

Il prezzo viene accantonato mentre si valuta la comodità della sedia. は別として separa qui due criteri di giudizio: il costo e la sensazione che si prova sedendosi.

“A parte Tanaka, per tutti gli altri membri è la prima volta che svolgono questo lavoro.”

Tanaka viene escluso dall’affermazione generale, che riguarda soltanto gli altri membri. Qui は別として assume il valore di “eccetto”, “salvo”.

“Che riesca a vincere un premio o meno, vorrei provare a presentare quest’opera al concorso.”

受賞できるかどうか presenta la questione sospesa: la possibilità di ottenere un premio. Il desiderio di partecipare al concorso viene espresso indipendentemente dall’esito.

“Che sia comoda da usare o meno, quest’app ha una bella grafica.”

La praticità dell’app viene separata dal suo aspetto. 便利, aggettivo in -na, precede direttamente かどうか, senza だ.

“Che sia autentico o meno, questo dipinto ha un fascino particolare.”

本物, “oggetto autentico”, è un nome che precede かどうか. Il parlante accantona la questione dell’autenticità per esprimere una valutazione sul fascino del dipinto.

“Che sia un professionista o un dilettante, la sua esecuzione è splendida.”

I nomi プロ e アマチュア presentano due alternative attraverso か…か. La valutazione dell’esecuzione viene distinta dalla posizione professionale di chi suona.

“Giusto o sbagliato che fosse, il suo intervento ha attirato l’interesse di molte persone.”

La coppia di aggettivi in -i いい・悪い compare senza か, nella forma いい悪い. Il giudizio sull’intervento viene accantonato per mettere in evidenza l’interesse che ha suscitato.

“Che io partecipi o meno, mi dica almeno in quale giorno si terrà l’evento.”

参加するか参加しないか esplicita le due possibilità mediante la forma affermativa e quella negativa dello stesso verbo. La richiesta di conoscere la data resta valida per entrambe.

“Salvo quando il tempo è brutto, nel fine settimana esco di solito in bicicletta.”

天気が悪い modifica 場合, individuando la situazione esclusa dalla tendenza generale. L’aggettivo 悪い è al non passato e descrive una condizione che può ripresentarsi.

“Salvo che l’abbiate già consegnato, presentate l’elaborato entro venerdì.”

Il caso dell’elaborato già consegnato viene escluso dalla richiesta. 提出した, al passato, modifica 場合 e, insieme a すでに, “già”, presenta la consegna come un’azione completata.


Conclusioni

Comprendere は別として significa imparare a leggere anche i limiti di un’affermazione. Negli usi esaminati, il parlante seleziona quali aspetti considerare nel ragionamento e quali trattare separatamente. Per comprendere il messaggio, occorre quindi osservare sia ciò che viene affermato sia ciò che viene lasciato fuori.

Da questa funzione possiamo ricavare un’osservazione utile: un giudizio favorevole su un singolo aspetto non costituisce necessariamente un’approvazione complessiva.

Dire che una sedia è comoda, lasciandone da parte il prezzo, permette di apprezzarne la comodità; per decidere se acquistarla, il costo potrebbe tornare determinante. Il contenuto accantonato può dunque riacquistare rilievo quando cambia la questione da affrontare.

Durante la lettura, soprattutto davanti a una frase lunga, un metodo pratico consiste nell’individuare anzitutto il giudizio, la descrizione o la richiesta espressi nella parte principale.

Si può poi risalire a ciò che precede は別として, considerandolo come un blocco. In 受賞できるかどうかは別として, per esempio, viene accantonata l’intera questione della possibilità di vincere un premio: riconoscere questo confine aiuta a mantenere uniti il predicato e la domanda nella quale compare.

Per verificare l’interpretazione, è utile formulare una breve parafrasi del rapporto fra le parti: “sto valutando questo aspetto senza considerare quell’altro”, oppure “questa affermazione riguarda i casi rimanenti”. Questo passaggio aiuta anche nella traduzione. La scelta fra “a parte”, “a prescindere da”, “salvo” e altre soluzioni deve rendere chiaro il rapporto presente nella frase giapponese.

Per esercitarsi nell’uso attivo, si può partire da un’affermazione semplice e aggiungere un criterio da accantonare oppure un caso da escludere.

È utile scrivere anche un breve contesto: descrivere che cosa stavano discutendo gli interlocutori e quale punto vogliono affrontare ora permette di verificare se は別として svolge una funzione comunicativa riconoscibile. Si collega così la costruzione grammaticale a uno scopo preciso.

Anche nel ripasso conviene conservare questa relazione: accanto a ogni esempio, si può annotare che cosa viene messo da parte e quale affermazione resta valida entro il limite così stabilito. La stessa annotazione può accompagnare forme diverse, dai sintagmi nominali alle domande con かどうか e alle costruzioni con 場合. In questo modo, le sintassi studiate restano collegate alla loro funzione.

Il legame fra として e とする offre una base per comprendere l’operazione di “trattare come separato”. Il lavoro sulle frasi complete permette poi di riconoscere che cosa viene separato, rispetto a quale valutazione o generalizzazione e con quale scopo. È questa capacità di seguire le scelte del parlante che rende la dissezione utile nella lettura e nell’espressione.


Bibliografia essenziale

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